Batteri: un pericolo per lo stomacoL'allarme viene dallo studio di topi in cui è stata inibita la produzione di gastrina, un ormone che stimola la produzione di acido gastrico
Da tempo l’Helicobacter pyloriè stato indicato tra le possibili cause di ulcera gastrica. Ora, secondo una ricerca dell’Howard Hughes Medical Institute (HHMI) dell’Università del Michigan i cui risultati sono pubblicati sulla rivista "Gastroenterology", anche altri batteri sarebbero implicati nell’insorgenza di gastriti e ulcere che possono anche causare un tumore.
Il trattamento a lungo termine dell’infezione da Helicobacter,in particolare, produrrebbe un importante danno secondario, poiché è basato sulla somministrazione di potenti anti-acido, gli inibitori della pompa protonica (PPI), che creando un ambiente gastrico più alcalino, rendono difficile la sopravvivenza del batterio ma annullerebbero la funzione protettiva nei confronti della proliferazione di Lactobacillus, Enterobacter, Staphylococcus e Probionibacterium.
Il risultato è stato raggiunto grazie allo studio dell’azione della gastrina, un ormone prodotto da apposite cellule dello stomaco chiamate cellule G che stimolano la crescita e la secrezione acida delle cellule parietali dello stomaco. Per determinare se e in che modo la gastrina è legata al danno gastrico prodotto dall’infezione batterica, i ricercatori hanno preso in considerazione un gruppo di topi privi del gene che codifica per la gastrina. Gli animali, lasciati con una insufficiente produzione di acidi gastrici, hanno sviluppato una gastrite, ma senza essere infettati da Helicobacter.
"La ragione di ciò – ha spiegato Juanita L. Merchant, ricercatrice dell’HHMI – è che l’ambiente era già stato colonizzato da un gran numero d batteri. Questo ci ha portato a comprendere più chiaramente che il pH è i fattore determinante per la regolazione degli organismi che colonizzano lo stomaco: l’Helicobacter per bassi valori di pH, una flora mista per alti valori".
January 18, 2002
Obesità e diabete
Entrambi i disturbi potrebbero essere contrastati con farmaci diretti a un unico bersaglio
Ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) della Harvard University Hanno identificato il meccanismo che spiega come la leptina entra in gioco nel metabolismo degli acidi grassi nei muscoli, stabilendo così per la prima volta un collegamento tra obesità e diabete, e creando la possibilità di sviluppo di nuovi farmaci per contrastare entrambi i disturbi.
La leptina, ormone scoperto nel 1994, funziona da segnale di sazietà e di soppressione dell’appetito. I primi studi hanno rivelato che essa con i recettori delle cellule cerebrali per segnalare che il corpo ha consumato abbastanza cibo. Ma le sue funzioni non si limitano a questo: i recettori della leptina sono stati identificati anche nelle cellule T e nei vasi di recente formazione.
"La leptina – ha spiegato Barbara Kahn, docente della Harvard Medical School, che ha partecipato alla ricerca - è uno dei maggiori regolatori del nostro sistema ormonale. Il metabolismo alterato dei nutrienti è un fattore importante nell’insorgenza dell’obesità così come nel diabete di tipo 2. Quando gli acidi grassi nei muscoli e nel fegato non sono sufficientemente utilizzati, la loro accumulazione non solo inficia la capacità di consumare calorie ma può portare alla resistenza all’insulina, che aumenta il rischio di sviluppare il diabete."
Secondo quanto si apprende dall’articolo apparso sulla rivista "Nature", la ricerca si è focalizzata sulla protein chinasi dell’adenosina 5’ monofosfato (AMPK), una molecola che agisce su enzimi chiave sia nel metabolismo del colesterolo e nella sintesi del glicogeno. L’ipotesi che l’AMPK possa agire anche da "corsia segnaletica" per la leptina consentendo all’ormone di metabolizzare gli acidi grassi nei muscoli è stata verificata su topi di laboratorio, in cui è stata riscontrata una evidente attivazione in seguito a iniezioni di leptina.
"l’AMPK – ha continuato la Kahn – è un enzima con tre sezioni, alfa, beta e gamma, ciascuna delle quali contiene due o tre isoforme. Il nostro studio ha mostrato che una sola isoforma la alfa 2, è legata agli effetti della leptina sull’ossidazione degli acidi grassi nei muscoli."
Entrambi i disturbi potrebbero essere contrastati con farmaci diretti a un unico bersaglio
Ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) della Harvard University Hanno identificato il meccanismo che spiega come la leptina entra in gioco nel metabolismo degli acidi grassi nei muscoli, stabilendo così per la prima volta un collegamento tra obesità e diabete, e creando la possibilità di sviluppo di nuovi farmaci per contrastare entrambi i disturbi.
La leptina, ormone scoperto nel 1994, funziona da segnale di sazietà e di soppressione dell’appetito. I primi studi hanno rivelato che essa con i recettori delle cellule cerebrali per segnalare che il corpo ha consumato abbastanza cibo. Ma le sue funzioni non si limitano a questo: i recettori della leptina sono stati identificati anche nelle cellule T e nei vasi di recente formazione.
"La leptina – ha spiegato Barbara Kahn, docente della Harvard Medical School, che ha partecipato alla ricerca - è uno dei maggiori regolatori del nostro sistema ormonale. Il metabolismo alterato dei nutrienti è un fattore importante nell’insorgenza dell’obesità così come nel diabete di tipo 2. Quando gli acidi grassi nei muscoli e nel fegato non sono sufficientemente utilizzati, la loro accumulazione non solo inficia la capacità di consumare calorie ma può portare alla resistenza all’insulina, che aumenta il rischio di sviluppare il diabete."
Secondo quanto si apprende dall’articolo apparso sulla rivista "Nature", la ricerca si è focalizzata sulla protein chinasi dell’adenosina 5’ monofosfato (AMPK), una molecola che agisce su enzimi chiave sia nel metabolismo del colesterolo e nella sintesi del glicogeno. L’ipotesi che l’AMPK possa agire anche da "corsia segnaletica" per la leptina consentendo all’ormone di metabolizzare gli acidi grassi nei muscoli è stata verificata su topi di laboratorio, in cui è stata riscontrata una evidente attivazione in seguito a iniezioni di leptina.
"l’AMPK – ha continuato la Kahn – è un enzima con tre sezioni, alfa, beta e gamma, ciascuna delle quali contiene due o tre isoforme. Il nostro studio ha mostrato che una sola isoforma la alfa 2, è legata agli effetti della leptina sull’ossidazione degli acidi grassi nei muscoli."
January 17, 2002
Comitato per le Infezioni Ospedaliere
Visitate il sito dell'- Azienda U.L.S.S. n° 9 della Regione VenetoTroverete molte informazioni circa le Infezioni Ospedaliere oltre a linee guida e protocolli aggiornati
Le linee guida illustrate derivano dalle raccomandazioni dei Centers for Disease Control (CDC) per la prevenzione delle infezioni ospedaliere, classificate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, del razionale teorico, della applicabilità e dell'impatto economico.
Lavaggio mani
Misure di isolamento
Sterilizzazione
Guida all'utilizzo antisettici disinfettanti
Prevenzione I.O. Sito Chirurgico
Prevenzione I.O.Dispositivi Intravascolari.
Prevenzione I.O. Vie Urinarie
Protocollo profilassi post-esposizione
Linee guida per la profilassi antibiotica dell'endocardite batterica
Visitate il sito dell'- Azienda U.L.S.S. n° 9 della Regione VenetoTroverete molte informazioni circa le Infezioni Ospedaliere oltre a linee guida e protocolli aggiornati
Le linee guida illustrate derivano dalle raccomandazioni dei Centers for Disease Control (CDC) per la prevenzione delle infezioni ospedaliere, classificate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, del razionale teorico, della applicabilità e dell'impatto economico.
Lavaggio mani
Misure di isolamento
Sterilizzazione
Guida all'utilizzo antisettici disinfettanti
Prevenzione I.O. Sito Chirurgico
Prevenzione I.O.Dispositivi Intravascolari.
Prevenzione I.O. Vie Urinarie
Protocollo profilassi post-esposizione
Linee guida per la profilassi antibiotica dell'endocardite batterica
January 15, 2002
Capire l'atrofia
L'atrofia muscolare che e' conseguenza della riduzione dell'attivita' fisica,deriva dall'incremento della demolizione delle proteine muscolari a causa di una serie di reazioni enzimatiche.
Le proteine da demolire vengono segnalate dalle ubiquitine, ed in seguito distrutte dai proteasomi.
I precisi mediatori molecolari di questo processo sono sconosciuti.
Usando metodi che analizzano l'espressione genetica e la conseguente analisi di topi privi di questi geni,si sono identificate due specifiche ligasi (enzimi che legano i substrati proteici per la proteolisi da parte dei proteosomi) chiamate MAFbx e MuRF1 che sono responsabili dell'atrofia dei muscoli scheletrici.
La loro identificazione puo' portare a nuove terapie atte a prevenire la perdita della massa muscolare che spesso deriva da malattie o dall'eta'.
Science vol.294 Novembre 2001
L'atrofia muscolare che e' conseguenza della riduzione dell'attivita' fisica,deriva dall'incremento della demolizione delle proteine muscolari a causa di una serie di reazioni enzimatiche.
Le proteine da demolire vengono segnalate dalle ubiquitine, ed in seguito distrutte dai proteasomi.
I precisi mediatori molecolari di questo processo sono sconosciuti.
Usando metodi che analizzano l'espressione genetica e la conseguente analisi di topi privi di questi geni,si sono identificate due specifiche ligasi (enzimi che legano i substrati proteici per la proteolisi da parte dei proteosomi) chiamate MAFbx e MuRF1 che sono responsabili dell'atrofia dei muscoli scheletrici.
La loro identificazione puo' portare a nuove terapie atte a prevenire la perdita della massa muscolare che spesso deriva da malattie o dall'eta'.
Science vol.294 Novembre 2001
Interveniamo contro le infiammazioni intestinali
Le infiammazioni intestinali come la malattia di Chrohn e le coliti,spesso provocano il tumore del colon e sono dipendenti dall'interazione fra il sistema immunitario della mucosa e i batteri intestinali.
Parecchi tipi di cellule producono come risposta ai lipopolisaccaridi dei batteri un fattore inibitore della migrazione delle citochinine(MIF).
Le citochinine,prodotte dai linfociti T,hanno il compito di regolare la risposta immunitaria e se secrete in eccesso provocano un danno ai tessuti.
MIF ha un ruolo essenziale nella patogenesi della colite nei topi .
Gli animali privi di MIF non hanno la malattia.
La somministrazione di anticorpi che bloccano l'azione di MIF elimina l'infiammazione e porta alla scomparsa dei linfociti infiltrati nelle lesioni provocate dalla colite.
Inoltre la presenza di MIF nel plasma dei pazienti con la malattia di Chrohn puo' essere usato come parametro per la diagnosi della malattia.
TREND in Immunology,n.12,Dicembre 2001
Le infiammazioni intestinali come la malattia di Chrohn e le coliti,spesso provocano il tumore del colon e sono dipendenti dall'interazione fra il sistema immunitario della mucosa e i batteri intestinali.
Parecchi tipi di cellule producono come risposta ai lipopolisaccaridi dei batteri un fattore inibitore della migrazione delle citochinine(MIF).
Le citochinine,prodotte dai linfociti T,hanno il compito di regolare la risposta immunitaria e se secrete in eccesso provocano un danno ai tessuti.
MIF ha un ruolo essenziale nella patogenesi della colite nei topi .
Gli animali privi di MIF non hanno la malattia.
La somministrazione di anticorpi che bloccano l'azione di MIF elimina l'infiammazione e porta alla scomparsa dei linfociti infiltrati nelle lesioni provocate dalla colite.
Inoltre la presenza di MIF nel plasma dei pazienti con la malattia di Chrohn puo' essere usato come parametro per la diagnosi della malattia.
TREND in Immunology,n.12,Dicembre 2001
Per conoscere la medicina di famiglia
Le iniziative volte ad indagare e conoscere il lavoro della medicina di famiglia sono relativamente poche ma risultano in crescita gli studi, da parte delle societa' scientifiche e delle associazioni sindacali.
Tra questi, l'iniziativa della Fimmg: una serie di indagini ( nota come daily doctor) volte a "misurare" gli aspetti salienti della pratica medica. Il sito del CSERMEG (www.csermeg.it) riporta altre informazioni di interesse per la realta' italiana, oltre alle attivita' e alle pubblicazioni del Centro.
Si puo' inoltre entrare nel sito della Medline ( a partire da quello del Ministero: www.sanita.it) ed utilizzarne il motore di ricerca. Ma, per ora, manca, un sito generale ove siano reperibili a livello internazionale tu tte le informazioni sulla medicina di famiglia.
Le iniziative volte ad indagare e conoscere il lavoro della medicina di famiglia sono relativamente poche ma risultano in crescita gli studi, da parte delle societa' scientifiche e delle associazioni sindacali.
Tra questi, l'iniziativa della Fimmg: una serie di indagini ( nota come daily doctor) volte a "misurare" gli aspetti salienti della pratica medica. Il sito del CSERMEG (www.csermeg.it) riporta altre informazioni di interesse per la realta' italiana, oltre alle attivita' e alle pubblicazioni del Centro.
Si puo' inoltre entrare nel sito della Medline ( a partire da quello del Ministero: www.sanita.it) ed utilizzarne il motore di ricerca. Ma, per ora, manca, un sito generale ove siano reperibili a livello internazionale tu tte le informazioni sulla medicina di famiglia.
Investire in salute fa bene all' economia
Se da oggi al 2015-2020, i governi spendessero per l'assistenza sanitaria 66 bilioni di dollari in piu' rispetto alla spesa corrente, il guadagno, in termini di salute, sarebbe equivalente a un risparmio economico di 360 bilioni.
A questa convinzione sono arrivati i ricercatori dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita') che, attraverso analisi di dati e di letteratura, hanno indagato il rapporto tra "economia" e "salute". Si tratterebbe di un rendimento pari a 6 volte l'investimento. Da dove proviene il risparmio ? I poveri vivrebbero piu' a lungo, godrebbero di un miglior stato di salute e sarebbero in grado di produrre redditi maggiori. Il resto della popolazione (i non poveri) conseguirebbero "guadagni indiretti".
Ad esempio, non sopporterebbero le conseguenze economiche e sociali, derivanti dal finanziamento dei programmi assistenz iali di cui godono i poveri, in forza dei benefici previsti dalle politiche sociali. Il lavoro che riporta i risultati dell'indagine enfatizza poi che lo "stato di malattia" della popolazione e' associato all'instabilita' sociale. Viene capovolto da questi risultati il diffuso pregiudizio secondo cui destinare risorse pubbliche alla sanita' sarebbe improduttivo.
Se da oggi al 2015-2020, i governi spendessero per l'assistenza sanitaria 66 bilioni di dollari in piu' rispetto alla spesa corrente, il guadagno, in termini di salute, sarebbe equivalente a un risparmio economico di 360 bilioni.
A questa convinzione sono arrivati i ricercatori dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita') che, attraverso analisi di dati e di letteratura, hanno indagato il rapporto tra "economia" e "salute". Si tratterebbe di un rendimento pari a 6 volte l'investimento. Da dove proviene il risparmio ? I poveri vivrebbero piu' a lungo, godrebbero di un miglior stato di salute e sarebbero in grado di produrre redditi maggiori. Il resto della popolazione (i non poveri) conseguirebbero "guadagni indiretti".
Ad esempio, non sopporterebbero le conseguenze economiche e sociali, derivanti dal finanziamento dei programmi assistenz iali di cui godono i poveri, in forza dei benefici previsti dalle politiche sociali. Il lavoro che riporta i risultati dell'indagine enfatizza poi che lo "stato di malattia" della popolazione e' associato all'instabilita' sociale. Viene capovolto da questi risultati il diffuso pregiudizio secondo cui destinare risorse pubbliche alla sanita' sarebbe improduttivo.
January 13, 2002
Incontinenza urinaria
In Italia le persone affette da incontinenza urinaria sono 2 milioni, con un'incidenza del 15-16% nella popolazione al di sopra di 65 anni.
Secondo l'Istituto Mario Negri di Milano, l'incontinenza urinaria colpisce il 3,4% degli uomini che hanno superato i 50 anni contro l'11,4% delle donne ultraquarantenni.
Per le donne il principale fattore di rischio è il sovrappeso. Altri fattori sono: ricorrenti infezioni urinarie, diverse gravidanze.
Negli uomini le principali causa sono le infezioni urinarie e le malattie neurologiche degenerative (malattia di Alzheimer, demenza aterosclerotica).
In Italia le persone affette da incontinenza urinaria sono 2 milioni, con un'incidenza del 15-16% nella popolazione al di sopra di 65 anni.
Secondo l'Istituto Mario Negri di Milano, l'incontinenza urinaria colpisce il 3,4% degli uomini che hanno superato i 50 anni contro l'11,4% delle donne ultraquarantenni.
Per le donne il principale fattore di rischio è il sovrappeso. Altri fattori sono: ricorrenti infezioni urinarie, diverse gravidanze.
Negli uomini le principali causa sono le infezioni urinarie e le malattie neurologiche degenerative (malattia di Alzheimer, demenza aterosclerotica).
Da che cosa dipendono gli attacchi di meningite?
La meningite è una grave patologia che si scatena nel momento in cui alcuni microrganismi (prevalentemente virus e batteri) riescono ad attaccare le meningi, sottili membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale.
Fortunatamente questo accade raramente, in quanto le meningi sono protette da una specie di flitro (barriera ematoencefalica), ma quando i microrganismi riescono a penetrare, possono causare gravi danni e in alcuni casi anche la morte.
Il più delle volte si tratta di virus che hanno attaccato l'apparato respiratorio o intestinale e, una volta in circolazione, sono penetrati, attraverso il sangue, fino alle meningi. In questo caso però la patologia è meno grave, e a volte passa quasi inosservata.
E' molto più grave invece, quando si tratta di batteri (principalmente meningococco, ma anche pneumococco e stafilococco) che, da principio attaccano le vie respiratorie causando tonsilliti, faringiti, broncopolmoniti, otiti, poi, raggiunto il sangue, penetrano nelle meningi.
Questi germi si trasmettono abbastanza facilmente, attraverso la saliva, e quindi con gli starnuti, la tosse o parlando a distanza ravvicinata. Fortunatamente sopravvivono, fuori dal corpo umano, solo poche ore. E' tuttavia opportuno, nel caso si sia rimasti a contatto con persone colpite da meningite, sottoporsi immediatamente a terapia antibiotica profilattica, sotto stretto controllo medico. (Xagena 2000)
(Keywords: meningite, meningococco, stafilococco, pneumococco)
La meningite è una grave patologia che si scatena nel momento in cui alcuni microrganismi (prevalentemente virus e batteri) riescono ad attaccare le meningi, sottili membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale.
Fortunatamente questo accade raramente, in quanto le meningi sono protette da una specie di flitro (barriera ematoencefalica), ma quando i microrganismi riescono a penetrare, possono causare gravi danni e in alcuni casi anche la morte.
Il più delle volte si tratta di virus che hanno attaccato l'apparato respiratorio o intestinale e, una volta in circolazione, sono penetrati, attraverso il sangue, fino alle meningi. In questo caso però la patologia è meno grave, e a volte passa quasi inosservata.
E' molto più grave invece, quando si tratta di batteri (principalmente meningococco, ma anche pneumococco e stafilococco) che, da principio attaccano le vie respiratorie causando tonsilliti, faringiti, broncopolmoniti, otiti, poi, raggiunto il sangue, penetrano nelle meningi.
Questi germi si trasmettono abbastanza facilmente, attraverso la saliva, e quindi con gli starnuti, la tosse o parlando a distanza ravvicinata. Fortunatamente sopravvivono, fuori dal corpo umano, solo poche ore. E' tuttavia opportuno, nel caso si sia rimasti a contatto con persone colpite da meningite, sottoporsi immediatamente a terapia antibiotica profilattica, sotto stretto controllo medico. (Xagena 2000)
(Keywords: meningite, meningococco, stafilococco, pneumococco)
I PROBLEMI DI STERILITA’ IN SALA OPERATORIA
A.F.D. Fabrizio GIACOBBI
e mail: fabgiacobbi@tin.it
Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza - Presidio Ospedaliero di Fiorenzuola d’Arda (PC) - Comparto Operatorio - Responsabile Medico: dr. U. TESTA
Responsabile U.O. Chirurgia:Prof. R. LAMPUGNANI
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A.F.D. Fabrizio GIACOBBI
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NUOVA FORMAZIONE INFERMIERISTICA UNIVERSITARIA E
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SALA OPERATORIA
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LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SALA OPERATORIA
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January 12, 2002
Sanità pubblica
I nuovi livelli essenziali di assistenza
Con l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni e la firma
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, si è concluso
l’iter per la definizione dei livelli essenziali di assistenza
assicurati dal Servizio sanitario nazionale – i cosiddetti LEA –
secondo quanto previsto dall’accordo intervenuto l’8 agosto scorso
tra il Governo e i Presidenti delle Regioni. Il provvedimento
completa, per questo aspetto di fondamentale importanza, l’attuazione
concreta di tale accordo, che ha formato oggetto fin dal mese di
settembre del decreto legge in materia di spesa sanitaria già
convertito nella legge n.405/2001.
I LEA, che dovranno essere applicati a livello regionale entro il 1°
luglio 2002 vuole essere un ulteriore passo verso la
razionalizzazione dell’impiego delle risorse e verso
l’appropriatezza delle prestazioni, mettendo a disposizione delle
Regioni uno strumento sufficientemente flessibile per utilizzare al
meglio le risorse messe a disposizione dallo Stato e per assumere
così la responsabilità finanziaria e gestionale del sistema che
l’accordo di agosto affida loro.
La “filosofia” dei nuovi livelli essenziali di assistenza si può
riassumere così: sono a carico della collettività soltanto le
prestazioni che siano, oltre che necessarie, efficaci e appropriate;
per talune altre l’erogazione da parte del Servizio sanitario
nazionale sarà subordinata a particolari indicazioni cliniche; mentre
per le rimanenti l’onere graverà su coloro che vogliano comunque
fruirne.
I LEA sono classificati, in un apposito allegata al decreto, in
1. Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di
lavoro;
2. Assistenza distrettuale;
3. Assistenza ospedaliera,
Dall’elencazione delle attività assistenziali e delle relative
prestazioni comprese in ciascun livello sembra chiaro, nel complesso,
l’intento di ridurre l’incidenza dell’assistenza in regime di
ricovero, e di dare invece un forte impulso all’assistenza
territoriale, in particolare a quella domiciliare, residenziale e
semiresidenziale.
Tra le prestazioni totalmente escluse dai LEA, figurano: la chirurgia
estetica non conseguente a incidenti , malattie o malformazioni
congenite, le medicine non convenzionali, le vaccinazioni non
obbligatorie, le certificazioni mediche non rispondenti a fini di
tutela della salute collettiva, un cospicuo gruppo di prestazioni di
medicina fisica, riabilitative e ambulatoriale. Per la laserterapia,
l’elettroterapia antalgica, l’ultrasuonoterapia e la mesoterapia,
comprese nell’elenco, le regioni possono tuttavia disporre la loro
inclusione fra le prestazioni erogabili secondo specifiche
indicazioni cliniche.
Sono invece parzialmente escluse dai LEA, in quanto erogabili sono in
base a dette indicazioni cliniche: alcune prestazioni
odontoiatriche, la densitometria ossea, la medicina fisica e
riabilitativa ambulatoriale e la chirurgia refrattiva con laser ad
eccimeri, entrambe in casi particolari.
Vi è, infine un cospicuo elenco di DRG, comprendente ben 43
tipologie di ricoveri, considerati “ad alto rischio di non
appropriatezza”, che costituiscono prestazioni incluse nei LEA a
condizione che “siano individuate modalità più appropriate di
erogazione”. A questo proposito viene precisato che “possono essere
definiti “inappropriati” i casi trattati in regime di ricovero
ordinario o in day hospital che le strutture sanitarie possono
trattare in un diverso setting assistenziale con identico beneficio
per il paziente e con minore impegno di risorse”.
In questi casi, in altri termini, non è necessaria la degenza in
ospedale, essendo ritenuta sufficiente, “appropriata” appunto,
l’assistenza ambulatoriale o, al più in day hospital o in day
surgery. Sembra che attraverso questa diversa modalità di erogazione
sarà possibile ottenere, fin dal primo anno, un risparmio valutato
intorno ai 1400 miliardi di lire, pari a 723 milioni di euro.
Per l’assistenza farmaceutica, compresa nel livelli “assistenza
distrettuale”, è stato raggiunto un accordo particolare con il quale
– ferme restando le due attuali classi di farmaci, totalmente a
carico del SSN (classe A) o dei cittadini (classe B) - viene prevista
la possibilità per le Regioni di richiedere una partecipazione alla
spesa da parte dell’assistito per l’erogazione di medicinali aventi
un ruolo non essenziale o sostituibili con prodotti aventi attività
terapeutica sovrapponibile. Il nuovo ticket potrà essere stabilito in
misure differenziate, entro un minimo e un massimo, a seconda della
categoria terapeutica del farmaco: da 0 al 20% e, rispettivamente,
dal 20 al 50% del presso di vendita al pubblico.
I nuovi livelli essenziali di assistenza
Con l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni e la firma
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, si è concluso
l’iter per la definizione dei livelli essenziali di assistenza
assicurati dal Servizio sanitario nazionale – i cosiddetti LEA –
secondo quanto previsto dall’accordo intervenuto l’8 agosto scorso
tra il Governo e i Presidenti delle Regioni. Il provvedimento
completa, per questo aspetto di fondamentale importanza, l’attuazione
concreta di tale accordo, che ha formato oggetto fin dal mese di
settembre del decreto legge in materia di spesa sanitaria già
convertito nella legge n.405/2001.
I LEA, che dovranno essere applicati a livello regionale entro il 1°
luglio 2002 vuole essere un ulteriore passo verso la
razionalizzazione dell’impiego delle risorse e verso
l’appropriatezza delle prestazioni, mettendo a disposizione delle
Regioni uno strumento sufficientemente flessibile per utilizzare al
meglio le risorse messe a disposizione dallo Stato e per assumere
così la responsabilità finanziaria e gestionale del sistema che
l’accordo di agosto affida loro.
La “filosofia” dei nuovi livelli essenziali di assistenza si può
riassumere così: sono a carico della collettività soltanto le
prestazioni che siano, oltre che necessarie, efficaci e appropriate;
per talune altre l’erogazione da parte del Servizio sanitario
nazionale sarà subordinata a particolari indicazioni cliniche; mentre
per le rimanenti l’onere graverà su coloro che vogliano comunque
fruirne.
I LEA sono classificati, in un apposito allegata al decreto, in
1. Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di
lavoro;
2. Assistenza distrettuale;
3. Assistenza ospedaliera,
Dall’elencazione delle attività assistenziali e delle relative
prestazioni comprese in ciascun livello sembra chiaro, nel complesso,
l’intento di ridurre l’incidenza dell’assistenza in regime di
ricovero, e di dare invece un forte impulso all’assistenza
territoriale, in particolare a quella domiciliare, residenziale e
semiresidenziale.
Tra le prestazioni totalmente escluse dai LEA, figurano: la chirurgia
estetica non conseguente a incidenti , malattie o malformazioni
congenite, le medicine non convenzionali, le vaccinazioni non
obbligatorie, le certificazioni mediche non rispondenti a fini di
tutela della salute collettiva, un cospicuo gruppo di prestazioni di
medicina fisica, riabilitative e ambulatoriale. Per la laserterapia,
l’elettroterapia antalgica, l’ultrasuonoterapia e la mesoterapia,
comprese nell’elenco, le regioni possono tuttavia disporre la loro
inclusione fra le prestazioni erogabili secondo specifiche
indicazioni cliniche.
Sono invece parzialmente escluse dai LEA, in quanto erogabili sono in
base a dette indicazioni cliniche: alcune prestazioni
odontoiatriche, la densitometria ossea, la medicina fisica e
riabilitativa ambulatoriale e la chirurgia refrattiva con laser ad
eccimeri, entrambe in casi particolari.
Vi è, infine un cospicuo elenco di DRG, comprendente ben 43
tipologie di ricoveri, considerati “ad alto rischio di non
appropriatezza”, che costituiscono prestazioni incluse nei LEA a
condizione che “siano individuate modalità più appropriate di
erogazione”. A questo proposito viene precisato che “possono essere
definiti “inappropriati” i casi trattati in regime di ricovero
ordinario o in day hospital che le strutture sanitarie possono
trattare in un diverso setting assistenziale con identico beneficio
per il paziente e con minore impegno di risorse”.
In questi casi, in altri termini, non è necessaria la degenza in
ospedale, essendo ritenuta sufficiente, “appropriata” appunto,
l’assistenza ambulatoriale o, al più in day hospital o in day
surgery. Sembra che attraverso questa diversa modalità di erogazione
sarà possibile ottenere, fin dal primo anno, un risparmio valutato
intorno ai 1400 miliardi di lire, pari a 723 milioni di euro.
Per l’assistenza farmaceutica, compresa nel livelli “assistenza
distrettuale”, è stato raggiunto un accordo particolare con il quale
– ferme restando le due attuali classi di farmaci, totalmente a
carico del SSN (classe A) o dei cittadini (classe B) - viene prevista
la possibilità per le Regioni di richiedere una partecipazione alla
spesa da parte dell’assistito per l’erogazione di medicinali aventi
un ruolo non essenziale o sostituibili con prodotti aventi attività
terapeutica sovrapponibile. Il nuovo ticket potrà essere stabilito in
misure differenziate, entro un minimo e un massimo, a seconda della
categoria terapeutica del farmaco: da 0 al 20% e, rispettivamente,
dal 20 al 50% del presso di vendita al pubblico.
a) PROTOCOLLI COMPORTAMENTALI E PROCEDURE IN SALA OPERATORIA
b) IL MANAGEMENT INFERMIERISTICO IN SALA OPERATORIA OGGI
c)GESTIONE DEL BLOCCO OPERATORIO: L'UTILIZZO DEI PROTOCOLLI
d)ALLERGIA AL LATTICE:CENNI EPIDEMIOLOGICI, DIAGNOSI, ASSISTENZA AD UN PAZIENTE SENSIBILE AI PRODOTTI DELLA GOMMA
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b) IL MANAGEMENT INFERMIERISTICO IN SALA OPERATORIA OGGI
c)GESTIONE DEL BLOCCO OPERATORIO: L'UTILIZZO DEI PROTOCOLLI
d)ALLERGIA AL LATTICE:CENNI EPIDEMIOLOGICI, DIAGNOSI, ASSISTENZA AD UN PAZIENTE SENSIBILE AI PRODOTTI DELLA GOMMA
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I MODELLI DI ACCREDITAMENTO:
ESPERIENZE INTERNAZIONALI (1)
Le diverse forme assunte dai modelli di accreditamento nei vari Paesi del mondo industrializzato costituiscono un interessante metro di paragone tra i differenti modi di concepire l'erogazione e il controllo sull'assistenza sanitaria fornita agli utenti nell'ambito dei diversi sistemi sanitari.
A questo proposito è interessante evidenziare come, sebbene l'embrione di accreditamento originario (comune a tutti i sistemi di accreditamento) scaturisca essenzialmente dall'impegno assunto all'inizio del secolo dall'American College of Surgeon a "standardizzare la struttura ed il modo di lavorare degli ospedali, per far sì che le istituzioni con ideali più elevati abbiano il giusto riconoscimento davanti alla comunità professionale e che le istituzioni con standard inferiori siano stimolate a migliorare la qualità del loro lavoro. In tal modo i pazienti riceveranno il trattamento migliore e la gente avrà qualche strumento per riconoscere quelle istituzioni che s'ispirano ai più alti ideali della medicina" (Terzo Congresso dei Chirurghi del Nord America, 1912), tale programma si sia sviluppato, in tempi e modi anche molto differenti, in quasi tutti i Paesi occidentali.
I motivi di questa espansione dei modelli di accreditamento con le relative diversità sono molteplici, sicuramente il ruolo principale è stato e continua ad essere la ricerca di un sistema di controllo-regolazione ottimale che tenga conto delle sempre crescenti esigenze di qualità dell'assistenza erogata e, contemporaneamente, della necessità di controllarne la progressiva crescita, elementi comuni e caratterizzanti l'attuale sviluppo dei diversi sistemi sanitari occidentali.
(scarica intero documento qui )
(1) Articolo pubblicato da:
Francesco Di Stanislao, Massimiliano Panella, Roberta Siliquini
Fonte: Regione Marche - Agenzia Regionale Sanitaria
ESPERIENZE INTERNAZIONALI (1)
Le diverse forme assunte dai modelli di accreditamento nei vari Paesi del mondo industrializzato costituiscono un interessante metro di paragone tra i differenti modi di concepire l'erogazione e il controllo sull'assistenza sanitaria fornita agli utenti nell'ambito dei diversi sistemi sanitari.
A questo proposito è interessante evidenziare come, sebbene l'embrione di accreditamento originario (comune a tutti i sistemi di accreditamento) scaturisca essenzialmente dall'impegno assunto all'inizio del secolo dall'American College of Surgeon a "standardizzare la struttura ed il modo di lavorare degli ospedali, per far sì che le istituzioni con ideali più elevati abbiano il giusto riconoscimento davanti alla comunità professionale e che le istituzioni con standard inferiori siano stimolate a migliorare la qualità del loro lavoro. In tal modo i pazienti riceveranno il trattamento migliore e la gente avrà qualche strumento per riconoscere quelle istituzioni che s'ispirano ai più alti ideali della medicina" (Terzo Congresso dei Chirurghi del Nord America, 1912), tale programma si sia sviluppato, in tempi e modi anche molto differenti, in quasi tutti i Paesi occidentali.
I motivi di questa espansione dei modelli di accreditamento con le relative diversità sono molteplici, sicuramente il ruolo principale è stato e continua ad essere la ricerca di un sistema di controllo-regolazione ottimale che tenga conto delle sempre crescenti esigenze di qualità dell'assistenza erogata e, contemporaneamente, della necessità di controllarne la progressiva crescita, elementi comuni e caratterizzanti l'attuale sviluppo dei diversi sistemi sanitari occidentali.
(scarica intero documento qui )
(1) Articolo pubblicato da:
Francesco Di Stanislao, Massimiliano Panella, Roberta Siliquini
Fonte: Regione Marche - Agenzia Regionale Sanitaria
UN SEMPLICE DECALOGO SU COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE E PRIVACY IN SANITÀ
a) Le informazioni al paziente possono essere fornite non solo dai medici, ma anche da
altri professionisti sanitari.
Le comunicazioni possono interessare anche i familiari e
gli stretti congiunti, chiamati ad esprimere il consenso, in caso d’incapacità del diretto
interessato.
b) Il nome dei ricoverati non può essere fornito dalla “reception” degli ospedali o delle
cliniche accreditate, salvo richiesta contraria dell’interessato stesso. Il nome dei ricoverati
può tuttavia essere esposto negli elenchi delle presenze in corsia, salvo che
non vi siano richieste di anonimato.
d) Le informazioni al cittadino-utente sulle possibilità di utilizzo dei dati personali possono
essere fornite o verbalmente, o con appositi moduli e cartelli ben visibili. Il linguaggio
deve essere chiaro e facilmente comprensibile.
e) Gli elenchi delle prenotazioni per gli esami diagnostico-strumentali dovranno essere
criptati e registrati, in modo da garantirne la riservatezza.
f) Le cartelle cliniche o i fogli di degenza comunemente esposti ai piedi del letto del
paziente devono essere rimossi.
g) Le schede del medico di famiglia con dati riguardanti lo stato di salute del paziente
vanno custodite con particolare attenzione, affinché non siano accessibili ad estranei.
h) Ricette salva-privacy: per determinate prescrizioni le richieste dovranno essere redatte
in forma anonima, rispettando anche un’eventuale richiesta di anonimato da parte
del paziente.
i) La consegna di referti, di esami o di fotocopie di cartelle cliniche va fatta al diretto
interessato, oppure ad altra persona munita di delega, previa compilazione di un modulo
ed esibizione di documento di riconoscimento, ma sempre in busta chiusa.
l) I bollettini medici sullo stato di salute del paziente possono essere diramati solo
se quest’ultimo lo consente esplicitamente. Si possono comunicare informazioni solo
se la rivelazione è imposta dalla legge e, a giudizio del medico, sussistono gravi
pericoli per la salute o per la vita. In questi casi è necessaria l’autorizzazione del Garante.
Le riviste mediche e le pubblicazioni scientifiche devono evitare che le persone delle
quali si pubblicano diagnosi o elementi clinici possano essere identificate. È infatti
vietata, salvo casi eccezionali, la divulgazione di dati riguardanti lo stato di salute.
Gli interessati devono essere informati sulle caratteristiche di un’eventuale pubblicazione
scientifica che li riguardi e consentire, espressamente, alla sua diffusione.
Fonte:Antonio Alfano "La comunicazione della salute nei servizi sanitari e sociali"
January 09, 2002
Tanti saluti alla salute? Intervista ad Erminia Emprin
D: Il governo Berlusconi sta approntando la riforma del sistema sanitario italiano,importando il modello americano.In che cosa consiste e quali sono le conseguenze pratiche per i cittadini che si rivolgeranno al servizio sanitario nazionale?
R: Non si tratta di un unico provvedimento, anche se quello principale prevede la privatizzazione degli istituti di ricerca, i quali rappresentano i punti di eccellenza degli ospedali pubblici in Italia. Ne sono un esempio il “Besta” di Milano e il “San Matteo” di Pavia.
La privatizzazione e cioè la trasformazione in fondazioni di questi ospedali, che oltre a fare ricerca hanno anche le competenze per la gestione e l’organizzazione dei servizi sanitari, significa affidare tali servizi ad enti privati piuttosto che alle ASL o ad altri ospedali.
D: Che cosa sono queste fondazioni?
R: Sono istituzioni di diritto privato,create dal centro sinistra, le quali beneficiano di sconti fiscali.Esse sono sottratte al controllo pubblico, proprio in quanto istituzioni private e potranno perciò fornire prestazioni sanitarie al di fuori del controllo pubblico.
Questo è il vero nodo,lo scardinamento dell’impianto della gestione pubblica del servizio sanitario.
La prima conseguenza sarà,l’aumento dei costi delle prestazioni sanitarie,costi che attualmente vengono controllati attraverso la gestione pubblica,con l’obbligo del pareggio del bilancio che hanno le aziende ospedaliere.
La seconda conseguenza sarà che una parte di questi costi verrà trasferita direttamente a carico delle famiglie le quali dovranno acquistare tutte quelle prestazioni che non saranno più garantite dal servizio sanitario nazionale.
Ma ancora una volta è stato il governo di centro sinistra con Amato a preparare il terreno per la riforma del centro destra, stabilendo che solo il 50% delle cure a lungo termine per le persone anziane e per i disabili, risulti coperto dal servizio sanitario nazionale.
Il centro destra a sua volta non si è lasciato sfuggire l’occasione, anzi, intende spostare altre prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale, finanziato con la fiscalità generale,ai privati. Prestazioni che saranno corrisposte solo dopo il pagamento di un ticket e solo con la copertura di un’assicurazione privata.
D: Quali saranno gli effetti più immediati di questa riforma, per i cittadini che si rivolgeranno al servizio sanitario nazionale?
R: Per ricevere alcune prestazioni bisognerà rivolgersi ad ambulatori specialistici, dove si evitano sì le liste d’attesa, pagando però la prestazione richiesta.Si avranno nuovi ticket che le regioni dovranno introdurre per forza,poiché è stato definito un finanziamento del fondo sanitario nazionale che non è sufficiente a garantire tutte le prestazioni sanitarie.
Perciò Sirchia ha annunciato l’introduzione di un ticket sul pronto soccorso, per impedire che i cittadini si rivolgano ad esso anche nei casi di non urgenza.Il problema è che ci si rivolge al pronto soccorso in quegli orari in cui sono assentisia i medici di base,che le guardie mediche, i quali dovrebbero essere garantiti dal servizio sanitario nazionale ma che per la carenza cronica di organico sono purtroppo assenti.
Anche su questo terreno il governo interviene, con misure di privatizzazione.I medici di base potranno trasferirsi per fare servizi di guardia medica,sotto la forma della libera professione.L’organico degli infermieri sarà aumentato richiamando quelli in pensione o aumentando lo straordinario a quelli in servizio.
D: Sarà prevista l’introduzione di questa nuova figura: l’operatore socio sanitario,di che cosa si tratta?
R:Questa figura è stata prevista ed introdotta con la legge di riforma dell’assistenza,nota come legge Turco,Signorino,anche qui il governo di centro destra amplifica dei provvedimenti posti dal centro sinistra.Si tratta di una figura che nasce al di fuori dell’impianto del servizio sanitario nazionale. Non ha la qualificazione dell’infermiere professionale,ma è stata creata per sostituirlo.
In Italia mancano 40.000 infermieri solo rispetto alle previsioni di pianta organica,ma se confrontiamo lo standard di presenze infermieri pazienti degli altri paesi europei,ne mancano 100.000.Tale carenza fa sì che alcune prestazoni sanitarie, quali l’assistenza notturna non possano essere garantite,per cui già oggi c’è chi paga privatamente l’assistenza all’interno degli ospedali.
D: Anche le regioni avranno un ruolo in questa riforma?
R: Le regioni hanno sottoscritto un accordo con il governo,perché avevano bisogno di una certezza sull’entità del fondo sanitario nazionale.Questo è stato aumentato e portato a 138.000 miliardi nonostante ciò,esso resta sottofinanziato ed assolutamente insufficiente.Il problema è che le regioni hanno accettato di sottoscrivere questo accordo definendo l’importo del fondo,senza definire quali sono i livelli di assistenza garantiti dal fondo sanitario nazionale.
Questo ha creato la premessa,per cui il governo possa,come sta facendo, diminuire le prestazioni che hanno la copertura nell’ambito di quel fondo.
Saranno perciò le regioni a dover trovare la soluzione,avremo 21 sistemi sanitari regionali,pagheremo ticket per alcune prestazioni in determinate regioni e ticket per altre prestazioni in regioni diverse e ticket sui farmaci.Si avrà un vero e proprio trasferimento nelle tasche dei cittadini del costo della sanità pubblica,che invece dal nostro punto di vista deve essere finanziata attraverso il prelievo fiscale.
La sanità è un servizio per il quale non ci si può assicurare,chi è malato cronico e gli USA ce lo insegnano,non ha poi la copertura sanitaria perché le assicurazioni dismettono il contratto.
La copertura sanitaria a chi ha bisogno può essere garantita solo in un sistema pubblico allargato,nel quale tutti concorrono con il prelievo fiscale progressivo indipendentemente dal loro bisogno.
Negli USA c’è il più alto tasso di mortalità infantile dei paesi industrializzati,intere famiglie rovinate per la presenza di malati cronici,45 milioni di lavoratori hanno assicurazioni sanitarie aziendali assolutamente insufficienti,molti altri non ce l’hanno affatto.Questo è il quadro che ci si prospetta nel futuro!!
D: Qual’ è il ruolo delle multinazionali del farmaco anche in relazione all’ultimo vertice del WTO,in cui è stato proposto l’accordo per la privatizzazione di tutti i servizi,inclusi quelli di base come la sanità e l’istruzione?
R: L’ultimo vertice del WTO,passato sotto silenzio sulla stampa,ha trattato proprio l’accordo per la commercializzazione dei servizi fra cui quello sanitario,nonostante l’opposizione dei paesi meno ricchi.Questo accordo non è stato sottoscritto grazie alla contestazione di Seattle.Nell’ultima riunione però,i paesi più avanzati tra i quali USA,Unione europea,Giappone e Canada hanno comunque avviato le trattative per la commercializzazione.
Se l’accordo passerà,saranno previste delle norme e delle sanzioni per gli stati che non consentiranno alla commercializzazione dei servizi sanitari.La mercificazione dei servizi sanitari e dell’istruzione sarà totale ed obbligatoria.Stiamo parlando di un bocconcino di 1.350 miliardi di dollari.
Ovviamente le lobby del farmaco hanno tutti gli interessi a mantenere i privilegi che hanno,la brevettabilità dei farmaci ad esempio,che produce il rialzo dei prezzi causando problemi come quello sorto in Sud Africa dove non si potevano garantire alla popolazione le cure per l’AIDS.Lo stato sudafricano ha vinto la battaglia contro le multinazionali,ma là dove gli stati non reagiranno i soggetti saranno costretti a rivolgersi ad assicurazioni private che poi non garantiscono la copertura sanitaria.
D: IL PRC ha posto in campo una campagna a sostegno della sanità pubblica,che esiti ha avuto e quali sono i punti forti che il PRC rilancia?
R: La campagna è andata bene sin dalla prima giornata,siamo riusciti ad essere presenti davanti a 150 presidi ospedalieri.C’è stata una buona risposta anche dalla popolazione.La campagna a sostegno della sanità pubblica è centrata sui diritti,che nel nostro paese sono garantiti dalla Costituzione.
Questi diritti non saranno più garantiti dalla Carta costituzionale se essa sarà sostituita dalla Carta di Nizza che è molto più generica.E’ necessario mobilitare i malati e le loro famiglie,i lavoratori,poiché il processo avanza su due fronti,quello della deregolamentazione del diritto alla salute e quello della precarizzazione delle prestazioni di lavoro.
E’ nato anche un Social Forum salute a Milano,il 23 novembre uscirà in pubblico con una fiaccolata per commemorare le 127 vittime di Porto Marghera,che intende relazionarsi con i social forum italiani proprio per costruire una mobilitazione che a partire dalla rivendicazione del diritto alla salute,possa costituire una piattaforma di opposizione al governo.
Da molti luoghi di lavoro e da molte RSU,arrivano richieste per la proclamazione di uno sciopero generale a partire dalla condizione dei lavoratori della sanità.Tale richiesta è partita da una assemblea nazionale dei lavoratori degli istituti di ricovero e cura,proprio quelli che si vuole privatizzare attraverso le fondazioni,parliamo di 16.000 lavoratori.
Per fortuna anche i lavoratori degli altri plessi ospedalieri si stanno mobilitando.Ci sono stati presidi di fronte alle ASL e ai consigli comunali,poiché se le prestazioni non saranno più garantite dal servizio sanitario nazionale,queste saranno sostituite con cure a domicilio,le quali creano fenomeni di segregazione sociale,non solo per il malato ma anche per chi lo assiste,le donne ad esempio,che sono così costrette a scegliere il part time quando non rinunciano del tutto a lavorare.
D: Il governo Berlusconi sta approntando la riforma del sistema sanitario italiano,importando il modello americano.In che cosa consiste e quali sono le conseguenze pratiche per i cittadini che si rivolgeranno al servizio sanitario nazionale?
R: Non si tratta di un unico provvedimento, anche se quello principale prevede la privatizzazione degli istituti di ricerca, i quali rappresentano i punti di eccellenza degli ospedali pubblici in Italia. Ne sono un esempio il “Besta” di Milano e il “San Matteo” di Pavia.
La privatizzazione e cioè la trasformazione in fondazioni di questi ospedali, che oltre a fare ricerca hanno anche le competenze per la gestione e l’organizzazione dei servizi sanitari, significa affidare tali servizi ad enti privati piuttosto che alle ASL o ad altri ospedali.
D: Che cosa sono queste fondazioni?
R: Sono istituzioni di diritto privato,create dal centro sinistra, le quali beneficiano di sconti fiscali.Esse sono sottratte al controllo pubblico, proprio in quanto istituzioni private e potranno perciò fornire prestazioni sanitarie al di fuori del controllo pubblico.
Questo è il vero nodo,lo scardinamento dell’impianto della gestione pubblica del servizio sanitario.
La prima conseguenza sarà,l’aumento dei costi delle prestazioni sanitarie,costi che attualmente vengono controllati attraverso la gestione pubblica,con l’obbligo del pareggio del bilancio che hanno le aziende ospedaliere.
La seconda conseguenza sarà che una parte di questi costi verrà trasferita direttamente a carico delle famiglie le quali dovranno acquistare tutte quelle prestazioni che non saranno più garantite dal servizio sanitario nazionale.
Ma ancora una volta è stato il governo di centro sinistra con Amato a preparare il terreno per la riforma del centro destra, stabilendo che solo il 50% delle cure a lungo termine per le persone anziane e per i disabili, risulti coperto dal servizio sanitario nazionale.
Il centro destra a sua volta non si è lasciato sfuggire l’occasione, anzi, intende spostare altre prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale, finanziato con la fiscalità generale,ai privati. Prestazioni che saranno corrisposte solo dopo il pagamento di un ticket e solo con la copertura di un’assicurazione privata.
D: Quali saranno gli effetti più immediati di questa riforma, per i cittadini che si rivolgeranno al servizio sanitario nazionale?
R: Per ricevere alcune prestazioni bisognerà rivolgersi ad ambulatori specialistici, dove si evitano sì le liste d’attesa, pagando però la prestazione richiesta.Si avranno nuovi ticket che le regioni dovranno introdurre per forza,poiché è stato definito un finanziamento del fondo sanitario nazionale che non è sufficiente a garantire tutte le prestazioni sanitarie.
Perciò Sirchia ha annunciato l’introduzione di un ticket sul pronto soccorso, per impedire che i cittadini si rivolgano ad esso anche nei casi di non urgenza.Il problema è che ci si rivolge al pronto soccorso in quegli orari in cui sono assentisia i medici di base,che le guardie mediche, i quali dovrebbero essere garantiti dal servizio sanitario nazionale ma che per la carenza cronica di organico sono purtroppo assenti.
Anche su questo terreno il governo interviene, con misure di privatizzazione.I medici di base potranno trasferirsi per fare servizi di guardia medica,sotto la forma della libera professione.L’organico degli infermieri sarà aumentato richiamando quelli in pensione o aumentando lo straordinario a quelli in servizio.
D: Sarà prevista l’introduzione di questa nuova figura: l’operatore socio sanitario,di che cosa si tratta?
R:Questa figura è stata prevista ed introdotta con la legge di riforma dell’assistenza,nota come legge Turco,Signorino,anche qui il governo di centro destra amplifica dei provvedimenti posti dal centro sinistra.Si tratta di una figura che nasce al di fuori dell’impianto del servizio sanitario nazionale. Non ha la qualificazione dell’infermiere professionale,ma è stata creata per sostituirlo.
In Italia mancano 40.000 infermieri solo rispetto alle previsioni di pianta organica,ma se confrontiamo lo standard di presenze infermieri pazienti degli altri paesi europei,ne mancano 100.000.Tale carenza fa sì che alcune prestazoni sanitarie, quali l’assistenza notturna non possano essere garantite,per cui già oggi c’è chi paga privatamente l’assistenza all’interno degli ospedali.
D: Anche le regioni avranno un ruolo in questa riforma?
R: Le regioni hanno sottoscritto un accordo con il governo,perché avevano bisogno di una certezza sull’entità del fondo sanitario nazionale.Questo è stato aumentato e portato a 138.000 miliardi nonostante ciò,esso resta sottofinanziato ed assolutamente insufficiente.Il problema è che le regioni hanno accettato di sottoscrivere questo accordo definendo l’importo del fondo,senza definire quali sono i livelli di assistenza garantiti dal fondo sanitario nazionale.
Questo ha creato la premessa,per cui il governo possa,come sta facendo, diminuire le prestazioni che hanno la copertura nell’ambito di quel fondo.
Saranno perciò le regioni a dover trovare la soluzione,avremo 21 sistemi sanitari regionali,pagheremo ticket per alcune prestazioni in determinate regioni e ticket per altre prestazioni in regioni diverse e ticket sui farmaci.Si avrà un vero e proprio trasferimento nelle tasche dei cittadini del costo della sanità pubblica,che invece dal nostro punto di vista deve essere finanziata attraverso il prelievo fiscale.
La sanità è un servizio per il quale non ci si può assicurare,chi è malato cronico e gli USA ce lo insegnano,non ha poi la copertura sanitaria perché le assicurazioni dismettono il contratto.
La copertura sanitaria a chi ha bisogno può essere garantita solo in un sistema pubblico allargato,nel quale tutti concorrono con il prelievo fiscale progressivo indipendentemente dal loro bisogno.
Negli USA c’è il più alto tasso di mortalità infantile dei paesi industrializzati,intere famiglie rovinate per la presenza di malati cronici,45 milioni di lavoratori hanno assicurazioni sanitarie aziendali assolutamente insufficienti,molti altri non ce l’hanno affatto.Questo è il quadro che ci si prospetta nel futuro!!
D: Qual’ è il ruolo delle multinazionali del farmaco anche in relazione all’ultimo vertice del WTO,in cui è stato proposto l’accordo per la privatizzazione di tutti i servizi,inclusi quelli di base come la sanità e l’istruzione?
R: L’ultimo vertice del WTO,passato sotto silenzio sulla stampa,ha trattato proprio l’accordo per la commercializzazione dei servizi fra cui quello sanitario,nonostante l’opposizione dei paesi meno ricchi.Questo accordo non è stato sottoscritto grazie alla contestazione di Seattle.Nell’ultima riunione però,i paesi più avanzati tra i quali USA,Unione europea,Giappone e Canada hanno comunque avviato le trattative per la commercializzazione.
Se l’accordo passerà,saranno previste delle norme e delle sanzioni per gli stati che non consentiranno alla commercializzazione dei servizi sanitari.La mercificazione dei servizi sanitari e dell’istruzione sarà totale ed obbligatoria.Stiamo parlando di un bocconcino di 1.350 miliardi di dollari.
Ovviamente le lobby del farmaco hanno tutti gli interessi a mantenere i privilegi che hanno,la brevettabilità dei farmaci ad esempio,che produce il rialzo dei prezzi causando problemi come quello sorto in Sud Africa dove non si potevano garantire alla popolazione le cure per l’AIDS.Lo stato sudafricano ha vinto la battaglia contro le multinazionali,ma là dove gli stati non reagiranno i soggetti saranno costretti a rivolgersi ad assicurazioni private che poi non garantiscono la copertura sanitaria.
D: IL PRC ha posto in campo una campagna a sostegno della sanità pubblica,che esiti ha avuto e quali sono i punti forti che il PRC rilancia?
R: La campagna è andata bene sin dalla prima giornata,siamo riusciti ad essere presenti davanti a 150 presidi ospedalieri.C’è stata una buona risposta anche dalla popolazione.La campagna a sostegno della sanità pubblica è centrata sui diritti,che nel nostro paese sono garantiti dalla Costituzione.
Questi diritti non saranno più garantiti dalla Carta costituzionale se essa sarà sostituita dalla Carta di Nizza che è molto più generica.E’ necessario mobilitare i malati e le loro famiglie,i lavoratori,poiché il processo avanza su due fronti,quello della deregolamentazione del diritto alla salute e quello della precarizzazione delle prestazioni di lavoro.
E’ nato anche un Social Forum salute a Milano,il 23 novembre uscirà in pubblico con una fiaccolata per commemorare le 127 vittime di Porto Marghera,che intende relazionarsi con i social forum italiani proprio per costruire una mobilitazione che a partire dalla rivendicazione del diritto alla salute,possa costituire una piattaforma di opposizione al governo.
Da molti luoghi di lavoro e da molte RSU,arrivano richieste per la proclamazione di uno sciopero generale a partire dalla condizione dei lavoratori della sanità.Tale richiesta è partita da una assemblea nazionale dei lavoratori degli istituti di ricovero e cura,proprio quelli che si vuole privatizzare attraverso le fondazioni,parliamo di 16.000 lavoratori.
Per fortuna anche i lavoratori degli altri plessi ospedalieri si stanno mobilitando.Ci sono stati presidi di fronte alle ASL e ai consigli comunali,poiché se le prestazioni non saranno più garantite dal servizio sanitario nazionale,queste saranno sostituite con cure a domicilio,le quali creano fenomeni di segregazione sociale,non solo per il malato ma anche per chi lo assiste,le donne ad esempio,che sono così costrette a scegliere il part time quando non rinunciano del tutto a lavorare.
Medicina Cinese
Da sempre la Medicina Cinese ha studiato le Tipologie umane distinguendole in modo preciso e descrivendone accuratamente le caratteristiche distintive. Le Tipologie umane, descritte dalla Medicina Cinese, si richiamano ai Cinque Movimenti Wu Xing che sono delle raffigurazioni dinamiche che regolano e spiegano le evoluzioni di tutto l'Universo, uomo compreso. Esistono quindi le seguenti Tipologie umane :
Tipo Legno
Tipo Fuoco
Tipo Terra
Tipo Metallo
Tipo Acqua
Il Tipo Legno, ha caratteristiche simili proprio al legno. E' nodoso, legnoso, con muscoli evidenti e ben definiti, corpo allungato, spalle alte e larghe, con mani e piedi piccoli. La pelle è olivastra e può essere un soggetto collerico o irritabile, ma volitivo e deciso. Su tutta la struttura corporea, prevale quella muscolare.In termini embriologici è il caratteristico tipo Mesomorfico.
Patologicamente tende ad ammalarsi di disfunzioni causate da stress e a carico del Fegato e della Colecisti.
Il Tipo Fuoco ha caratteristiche che richiamano alla mente proprio il fuoco. E' armonioso e fisicamente affusolato, di colorito rossastro con mento e cranio appuntiti, mani e piedi piccoli e con frequente calvizie proprio dell'apice cranico.Su tutta la struttura corporea, prevale quella relativa ai vasi sanguigni. Il suo atteggiarsi è frenetico, divampante, si "scalda" rapidamente e viene per lo più colpito da malattie come ipertensione, infarto, psicosi, ecc. Tende ad avere una vita breve e dal punto di vista embriologico, è un tipo Mesomorfico.
Patologicamente, tende ad essere affetto da malattie neurologiche gravi e improvvise e da gravi disturbi cardiovascolari.
Il Tipo Terra è simile alla Terra, ovvero rotondo e massiccio, accogliente e pesante. Ha un colorito giallastro, con testa grossa e rotonda, con ventre largo e rotondeggiante. Su tutta la struttutra corporea prevale quella ventrale. Ha mani e piedi piccoli, è calmo, buono, poco ambizioso. Embriologicamente è un tipo Endomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di malattie dell'intestino e digestive come il diabete, intolleranze alimentari, tossicosi, ecc.
Il Tipo Metallo richiama alla mente proprio il metallo. Ha un colorito biancastro e pallido, con testa piccola e torace stretto e lungo. Le mani e i piedi sono minuscoli. Su tutta la struttura corporea, prevale l'area toracica. E' un tipo minuzioso e molto semplice, proprio come il metallo. Embriologicamente parlando, è un classico tipo Ectomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di patologie respiratorie e immunitarie.
Il Tipo Acqua possiede un colorito scuro o livido, con testa grossa e spalle strette e spioventi, ventre largo e con rachide lungo. E' un soggetto perennemente in movimento e riccamente dotato dal punto di vista intellettivo. Tende ad essere infido e opportunista. Di tutta la struttura corporea, si evidenzia la lunghezza del tronco. E' un caratteristico tipo Ectomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di malattie ossee, neurologiche e psichiche.
Nessuna persona, però, incarna un tipo solo di quelli elencati, ma possiede anche caratteristiche di un altro tipo umano, in forma meno evidente. Avremo quindi diverse mescolanze tra tipo Terra e Legno, o Fuoco e Terra, Legno e Fuoco, ecc.
Queste tipologie plurime inserite in un unico individuo, vanno tenute in opportuna considerazione, poichè se i segni della tipologia minore, divengono maggiormente evidenti, significa che vi è un disequiilibrio che va opportunamente trattato rafforzando il tipo soccombente o inibendo quello preponderante o agendo con tutte due le metodiche. Naturalmente la considerazione delle tipologie miste, diviene ancor più importante dal punto di vista della prevenzione delle disfunzioni. Infatti un persona di tipo Legno, con caratteri recessivi di tipo Fuoco, può ammalare di patologie caratterizzate da forte attività del Calore, con sintomi a carico della psiche, dell'apparato cardiovascolare e nervoso e sarà quindi importante prescrivere a questa persona l'adeguato regime dietetico che porti a controllare il Calore, a sedare lo spirito e a sedare gli eccessi energetici.
Lo studio e la valutazione delle Tipologie umane diviene di importanza rilevante in tutte le pratiche terapeutiche tradizionali cinesi come il Massaggio Energetico & Funzionale, la Dietetica Cinese, la Farmacologia e l'Agopuntura.
(Per saperne di più..http://medicinacinese.freeweb.it)
Da sempre la Medicina Cinese ha studiato le Tipologie umane distinguendole in modo preciso e descrivendone accuratamente le caratteristiche distintive. Le Tipologie umane, descritte dalla Medicina Cinese, si richiamano ai Cinque Movimenti Wu Xing che sono delle raffigurazioni dinamiche che regolano e spiegano le evoluzioni di tutto l'Universo, uomo compreso. Esistono quindi le seguenti Tipologie umane :
Tipo Legno
Tipo Fuoco
Tipo Terra
Tipo Metallo
Tipo Acqua
Il Tipo Legno, ha caratteristiche simili proprio al legno. E' nodoso, legnoso, con muscoli evidenti e ben definiti, corpo allungato, spalle alte e larghe, con mani e piedi piccoli. La pelle è olivastra e può essere un soggetto collerico o irritabile, ma volitivo e deciso. Su tutta la struttura corporea, prevale quella muscolare.In termini embriologici è il caratteristico tipo Mesomorfico.
Patologicamente tende ad ammalarsi di disfunzioni causate da stress e a carico del Fegato e della Colecisti.
Il Tipo Fuoco ha caratteristiche che richiamano alla mente proprio il fuoco. E' armonioso e fisicamente affusolato, di colorito rossastro con mento e cranio appuntiti, mani e piedi piccoli e con frequente calvizie proprio dell'apice cranico.Su tutta la struttura corporea, prevale quella relativa ai vasi sanguigni. Il suo atteggiarsi è frenetico, divampante, si "scalda" rapidamente e viene per lo più colpito da malattie come ipertensione, infarto, psicosi, ecc. Tende ad avere una vita breve e dal punto di vista embriologico, è un tipo Mesomorfico.
Patologicamente, tende ad essere affetto da malattie neurologiche gravi e improvvise e da gravi disturbi cardiovascolari.
Il Tipo Terra è simile alla Terra, ovvero rotondo e massiccio, accogliente e pesante. Ha un colorito giallastro, con testa grossa e rotonda, con ventre largo e rotondeggiante. Su tutta la struttutra corporea prevale quella ventrale. Ha mani e piedi piccoli, è calmo, buono, poco ambizioso. Embriologicamente è un tipo Endomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di malattie dell'intestino e digestive come il diabete, intolleranze alimentari, tossicosi, ecc.
Il Tipo Metallo richiama alla mente proprio il metallo. Ha un colorito biancastro e pallido, con testa piccola e torace stretto e lungo. Le mani e i piedi sono minuscoli. Su tutta la struttura corporea, prevale l'area toracica. E' un tipo minuzioso e molto semplice, proprio come il metallo. Embriologicamente parlando, è un classico tipo Ectomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di patologie respiratorie e immunitarie.
Il Tipo Acqua possiede un colorito scuro o livido, con testa grossa e spalle strette e spioventi, ventre largo e con rachide lungo. E' un soggetto perennemente in movimento e riccamente dotato dal punto di vista intellettivo. Tende ad essere infido e opportunista. Di tutta la struttura corporea, si evidenzia la lunghezza del tronco. E' un caratteristico tipo Ectomorfico.
Dal punto di vista patologico, tende ad ammalarsi di malattie ossee, neurologiche e psichiche.
Nessuna persona, però, incarna un tipo solo di quelli elencati, ma possiede anche caratteristiche di un altro tipo umano, in forma meno evidente. Avremo quindi diverse mescolanze tra tipo Terra e Legno, o Fuoco e Terra, Legno e Fuoco, ecc.
Queste tipologie plurime inserite in un unico individuo, vanno tenute in opportuna considerazione, poichè se i segni della tipologia minore, divengono maggiormente evidenti, significa che vi è un disequiilibrio che va opportunamente trattato rafforzando il tipo soccombente o inibendo quello preponderante o agendo con tutte due le metodiche. Naturalmente la considerazione delle tipologie miste, diviene ancor più importante dal punto di vista della prevenzione delle disfunzioni. Infatti un persona di tipo Legno, con caratteri recessivi di tipo Fuoco, può ammalare di patologie caratterizzate da forte attività del Calore, con sintomi a carico della psiche, dell'apparato cardiovascolare e nervoso e sarà quindi importante prescrivere a questa persona l'adeguato regime dietetico che porti a controllare il Calore, a sedare lo spirito e a sedare gli eccessi energetici.
Lo studio e la valutazione delle Tipologie umane diviene di importanza rilevante in tutte le pratiche terapeutiche tradizionali cinesi come il Massaggio Energetico & Funzionale, la Dietetica Cinese, la Farmacologia e l'Agopuntura.
(Per saperne di più..http://medicinacinese.freeweb.it)
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