SALUTE: CANADA, MEDICI DICONO NO AGLI SPUNTINI DOPO CENA
Data: 18.04.2002 - 12:34 - OTTAWA(ANSA) - OTTAWA, 17 APR - Le autorita' mediche canadesi considerano le 'visite' al frigorifero per uno snack notturno una vera e propria malattia pericolosa come l'anoressia e la bulimia. I 'malati' ingeriscono dopo cena piu' della meta' delle calorie dell'intera giornata. Si svegliano di notte con i morsi della fame e generalmente finiscono col consumare cibi ricchi in zuccheri e grassi animali. I ricercatori canadesi calcolano che ogni quattro persone obese almeno una soffre di tale forma di desiderio di cibo incontrollabile durante la notte. Il dottor Alan Kaplan del Toronto General Hospital, a capo dell' 'Eating Disorder Program', ritiene che il disturbo sia un aspetto particolare di una piu' complessa anomalia che compromette la qualita' e la regolarita' delle necessarie ore di sonno e che sia connesso con imprevisti e non giustificati cambiamenti di umore. (ANSA).
April 18, 2002
SANITA':SENATO, COMMISSIONE SI' A DDL SANGUE, PRESTO IN AULA
Data: 18.04.2002 - 12:33 - ROMA
(ANSA) - ROMA, 17 APR - Il disegno di legge sul sangue e gli emoderivati arrivera' in Aula al senato con l'approvazione unanime della commissione Sanita' di palazzo Madama. Questo pomeriggio infatti il testo e' stato messo ai voti in commissione e, se si escludono due emendamenti che verranno presentati in Aula non ci sono stati ostacoli. I due emendamenti riguarderanno la riduzione del tempo per regolarizzare le convenzioni con le aziende produttrici di farmaci emoderivati e l'aumento delle pene per soggetti o aziende che contravvengono alla legge. Il ddl, che dovrebbe rivoluzionare e riordinare tutto il settore del sangue e dei suoi derivati a partire dalla raccolta fino alla lavorazione e alla distribuzione, e' una sorta di legge quadro che da' un'impostazione generale e che pur lasciando autonomia alle Regioni intende garantire l'omogeneita' delle attivita' trasfusionali su territorio nazionale. La nuova regolamentazione vuole rispondere all'esigenza di sicurezza per quanto riguarda il sangue e i suoi derivati, ma anche a quella di coprire il fabbisogno nazionale. Rispetto al testo presentato inizialmente in commissione sono state apportate alcune modifiche. E' scomparsa l'agenzia Nazionale per il sangue inizialmente ipotizzata quale punto di coordinamento e rimangono invece come punti di riferimento quelli attualmente esistenti, l'Istituto Superiore di Sanita' e l'Agenzia per i servizi sanitari regionali. Il ddl e' stato poi snellito da regole troppo definite e, in accordo con le Regioni, si sono date solo direttive generale che poi ogni regione adattera' alle proprie esigenze. Il coordinamento e' garantito dal ministero della Salute.(ANSA).
Data: 18.04.2002 - 12:33 - ROMA
(ANSA) - ROMA, 17 APR - Il disegno di legge sul sangue e gli emoderivati arrivera' in Aula al senato con l'approvazione unanime della commissione Sanita' di palazzo Madama. Questo pomeriggio infatti il testo e' stato messo ai voti in commissione e, se si escludono due emendamenti che verranno presentati in Aula non ci sono stati ostacoli. I due emendamenti riguarderanno la riduzione del tempo per regolarizzare le convenzioni con le aziende produttrici di farmaci emoderivati e l'aumento delle pene per soggetti o aziende che contravvengono alla legge. Il ddl, che dovrebbe rivoluzionare e riordinare tutto il settore del sangue e dei suoi derivati a partire dalla raccolta fino alla lavorazione e alla distribuzione, e' una sorta di legge quadro che da' un'impostazione generale e che pur lasciando autonomia alle Regioni intende garantire l'omogeneita' delle attivita' trasfusionali su territorio nazionale. La nuova regolamentazione vuole rispondere all'esigenza di sicurezza per quanto riguarda il sangue e i suoi derivati, ma anche a quella di coprire il fabbisogno nazionale. Rispetto al testo presentato inizialmente in commissione sono state apportate alcune modifiche. E' scomparsa l'agenzia Nazionale per il sangue inizialmente ipotizzata quale punto di coordinamento e rimangono invece come punti di riferimento quelli attualmente esistenti, l'Istituto Superiore di Sanita' e l'Agenzia per i servizi sanitari regionali. Il ddl e' stato poi snellito da regole troppo definite e, in accordo con le Regioni, si sono date solo direttive generale che poi ogni regione adattera' alle proprie esigenze. Il coordinamento e' garantito dal ministero della Salute.(ANSA).
SANITA': SIRCHIA, MEDICI CHE NON STUDIANO NON LAVORERANNO
Data: 17.04.2002 - 14:46 - CERNOBBIO (COMO) - Chi non studia non lavora. Il Ministro della Salute
(ANSA) - CERNOBBIO (COMO) - Chi non studia non lavora. Il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, fuga cosi' ogni dubbio sul funzionamento dell'Ecm, il sistema di educazione medica continua che riguarda pero' tutto il personale sanitario. In un video messaggio trasmesso durante un incontro nell'ambito del forum sulla sanita' del futuro, il ministro ha spiegato che ''il credito formativo sara' utilizzato per rinnovare la licenza professionale, partecipare a concorsi e ottenere nuovi incarichi''. Sirchia, rivolgendosi attraverso lo schermo ad una affollatissima assemblea di operatori sanitari, ha difeso la scelta della raccolta punti, che obbliga tutti i sanitari, ed in questo caso i medici, a mettere assieme 150 punti in tre anni. ''E' un percorso culturale e pratico - ha ricordato - che riguarda 800 mila persone, i convegni non possono essere l'unico strumento e rimarranno con contenuti scientifici precisi e vincolanti ad obiettivi. E necessario pero' che ogni azienda sanitaria porti la formazione a domicilio del personale usando le nuove tecnologie''. Per Raffaele D'Ari, vice presidente della commissione Ecm, del resto ''la formazione e l'aggiornamento professionale sono il presupposto inscindibile dell'esercizio della professione, un obbligo morale e giuridico degli operatori''. Si tratta di una precisazione importante perche' fino ad oggi non risultava affatto chiaro quali potessero essere le sanzioni che sarebbero ricadute sui medici che non avessero rispettato le nuove regole. Oggi i giovani medici, subito dopo la laurea devono superare l'esame di Stato per poter esercitare la professione. La 'licenza' dura tutta la vita. Ma con il nuovo sistema, entrato in vigore dal primo gennaio di quest'anno (dal primo aprile e' partita la raccolta punti), i medici che non si aggiorneranno si potranno trovare senza autorizzazione. Per ora rimane non chiaro come il sistema 'recuperera' ' i medici pigri, e cioe' se dovranno ripetere l'esame di Stato o se bastera' raggiungere il punteggio previsto. ''Troveremo l'antidoto'' ha detto il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Giuseppe del Barone, che pero' rivendica un ruolo piu' marcato nel sistema. (ANSA).
Data: 17.04.2002 - 14:46 - CERNOBBIO (COMO) - Chi non studia non lavora. Il Ministro della Salute
(ANSA) - CERNOBBIO (COMO) - Chi non studia non lavora. Il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, fuga cosi' ogni dubbio sul funzionamento dell'Ecm, il sistema di educazione medica continua che riguarda pero' tutto il personale sanitario. In un video messaggio trasmesso durante un incontro nell'ambito del forum sulla sanita' del futuro, il ministro ha spiegato che ''il credito formativo sara' utilizzato per rinnovare la licenza professionale, partecipare a concorsi e ottenere nuovi incarichi''. Sirchia, rivolgendosi attraverso lo schermo ad una affollatissima assemblea di operatori sanitari, ha difeso la scelta della raccolta punti, che obbliga tutti i sanitari, ed in questo caso i medici, a mettere assieme 150 punti in tre anni. ''E' un percorso culturale e pratico - ha ricordato - che riguarda 800 mila persone, i convegni non possono essere l'unico strumento e rimarranno con contenuti scientifici precisi e vincolanti ad obiettivi. E necessario pero' che ogni azienda sanitaria porti la formazione a domicilio del personale usando le nuove tecnologie''. Per Raffaele D'Ari, vice presidente della commissione Ecm, del resto ''la formazione e l'aggiornamento professionale sono il presupposto inscindibile dell'esercizio della professione, un obbligo morale e giuridico degli operatori''. Si tratta di una precisazione importante perche' fino ad oggi non risultava affatto chiaro quali potessero essere le sanzioni che sarebbero ricadute sui medici che non avessero rispettato le nuove regole. Oggi i giovani medici, subito dopo la laurea devono superare l'esame di Stato per poter esercitare la professione. La 'licenza' dura tutta la vita. Ma con il nuovo sistema, entrato in vigore dal primo gennaio di quest'anno (dal primo aprile e' partita la raccolta punti), i medici che non si aggiorneranno si potranno trovare senza autorizzazione. Per ora rimane non chiaro come il sistema 'recuperera' ' i medici pigri, e cioe' se dovranno ripetere l'esame di Stato o se bastera' raggiungere il punteggio previsto. ''Troveremo l'antidoto'' ha detto il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Giuseppe del Barone, che pero' rivendica un ruolo piu' marcato nel sistema. (ANSA).
April 12, 2002
Libera professione, nuovo riordino
C'era una volta la "Riforma Bindi". Dopo molte diatribe si era arrivati finalmente al regime dell'esclusivita'. In pratica, i medici avrebbero dovuto lavorare per l'ospedale e svolgere, se lo desideravano, entro i vincoli posti dal "datore di lavoro", una libera professione compatibile con l'attivita' istituzionale e con gli obblighi derivanti dal lavoro dipendente. Per quanto fosse criticabile, la libera professione intramuraria era stata concepita in modo tale da non distogliere il medico dalla "loyalty", ovvero, dalla lealta' e dall'identificazione del medico nei confronti degli obiettivi delle strutture di appartenenza. Ora si ricomincia da capo.
Il rapporto di lavoro - come prevede un disegno di legge preparato dal Ministro - si articolera' in due fattispecie.
Il lavoro a tempo pieno e il lavoro a tempo determinato. Anche i medici che scelgono il tempo determinato potranno ricevere incarichi di dirigenza di strutture ( riservati, invece, dalla Riforma Bindi ai soli medici a tempo pieno).
Scompare cosi' il vero incentivo che avrebbe potuto motivare il medico ad identificare gli obiettivi della sua carriera con quelli della "mission" degli ospedali.
C'era una volta la "Riforma Bindi". Dopo molte diatribe si era arrivati finalmente al regime dell'esclusivita'. In pratica, i medici avrebbero dovuto lavorare per l'ospedale e svolgere, se lo desideravano, entro i vincoli posti dal "datore di lavoro", una libera professione compatibile con l'attivita' istituzionale e con gli obblighi derivanti dal lavoro dipendente. Per quanto fosse criticabile, la libera professione intramuraria era stata concepita in modo tale da non distogliere il medico dalla "loyalty", ovvero, dalla lealta' e dall'identificazione del medico nei confronti degli obiettivi delle strutture di appartenenza. Ora si ricomincia da capo.
Il rapporto di lavoro - come prevede un disegno di legge preparato dal Ministro - si articolera' in due fattispecie.
Il lavoro a tempo pieno e il lavoro a tempo determinato. Anche i medici che scelgono il tempo determinato potranno ricevere incarichi di dirigenza di strutture ( riservati, invece, dalla Riforma Bindi ai soli medici a tempo pieno).
Scompare cosi' il vero incentivo che avrebbe potuto motivare il medico ad identificare gli obiettivi della sua carriera con quelli della "mission" degli ospedali.
La nuova libera professione
Secondo il nuovo disegno di legge la libera professione si articolera' in tre fattispecie.
1) "Libera professione aziendale": sara' programmata dall'azienda per ridurre le liste d'attesa e per le prestazioni urgenti.
2) "Libera professione aziendale e in strutture convenzionate": sara' volontaria, regolamentata dall'azienda e remunerata secondo tariffe "calmierate".
3)"Libera professione pura": sara' libera, per cosi' dire, in tutti i sensi, in quanto potra' essere svolta negli studi medici, nelle strutture non accreditate e, soprattutto, non sara' "gestita" dall'azienda.
A meno di modificazioni che potrebbero essere apportate in sede di redazione ed approvazione del disegno di legge, se quelle sopra dette sono le disposizioni, le previsioni sono facili: la libera professione viene di fatto incentivata a discdapito dell'attivita' pubblica istituzionale degli ospedali. Che la libera professione aziendale serva a ridurre le liste d'attesa e' vero ma con una precisazione: chi paga ha il diritto ad avere la prestazione senza aspettare.
Secondo il nuovo disegno di legge la libera professione si articolera' in tre fattispecie.
1) "Libera professione aziendale": sara' programmata dall'azienda per ridurre le liste d'attesa e per le prestazioni urgenti.
2) "Libera professione aziendale e in strutture convenzionate": sara' volontaria, regolamentata dall'azienda e remunerata secondo tariffe "calmierate".
3)"Libera professione pura": sara' libera, per cosi' dire, in tutti i sensi, in quanto potra' essere svolta negli studi medici, nelle strutture non accreditate e, soprattutto, non sara' "gestita" dall'azienda.
A meno di modificazioni che potrebbero essere apportate in sede di redazione ed approvazione del disegno di legge, se quelle sopra dette sono le disposizioni, le previsioni sono facili: la libera professione viene di fatto incentivata a discdapito dell'attivita' pubblica istituzionale degli ospedali. Che la libera professione aziendale serva a ridurre le liste d'attesa e' vero ma con una precisazione: chi paga ha il diritto ad avere la prestazione senza aspettare.
La formazione obbligatoria non comincia mai ?
Nel mese di aprile vede la fine delle sperimentazioni l'avvio dei programmi di formazione obbligatoria.
Questo, almeno, il programma previsto. Invece, niente da fare: la sperimentazione e' di fatto prorogata fino alla fine dell'anno. La data di partenza sara' il gennaio del 2003. Alla base vi sono problemi reali.
Per allestire programmi di formazione obbligatoria a distanza ( con l'uso delle tecniche di rete) destinati a circa 800.000 addetti, tra cui oltre 100.000 medici ospedalieri, occorre la messa in opera di una vera ed effettiva pluralita' di corsi. Si pensi a quanto varia deve essere l'offerta per soddisfare le decine di specialita' mediche. I corsi, in quanto obbligatori, devono essere accreditati dalla Commissione ministeriale (al primo aprile ne erano stati accreditati solo 265). Come del resto prevedibile, per accreditare un numero adeguato di corsi il lavoro della Commisione ha subito ritardi.
Nel mese di aprile vede la fine delle sperimentazioni l'avvio dei programmi di formazione obbligatoria.
Questo, almeno, il programma previsto. Invece, niente da fare: la sperimentazione e' di fatto prorogata fino alla fine dell'anno. La data di partenza sara' il gennaio del 2003. Alla base vi sono problemi reali.
Per allestire programmi di formazione obbligatoria a distanza ( con l'uso delle tecniche di rete) destinati a circa 800.000 addetti, tra cui oltre 100.000 medici ospedalieri, occorre la messa in opera di una vera ed effettiva pluralita' di corsi. Si pensi a quanto varia deve essere l'offerta per soddisfare le decine di specialita' mediche. I corsi, in quanto obbligatori, devono essere accreditati dalla Commissione ministeriale (al primo aprile ne erano stati accreditati solo 265). Come del resto prevedibile, per accreditare un numero adeguato di corsi il lavoro della Commisione ha subito ritardi.
April 07, 2002
La parola d'ordine è smettere di fumare
Anche se non si può dimostrare per la singola persona che il fumo possa causare una malattia tumorale, è altamente probabile che vi sia una correlazione tra il fumo e ad esempio il tumore del polmone, come nel caso di cui si parla in questi giorni e per il quale è stato richiesto un sostanzioso indennizzo economico. Sarebbe come se si mettesse in dubbio che un incidente stradale mortale in una persona che guidava la macchina a 200 km orari, non sia dovuto alla velocità, bensì ad altre fatalità.
Il tabacco è stato dimostrato causare circa 25 malattie potenzialmente mortali, molte delle quali potrebbero essere prevenute, dilazionate o mitigate dallo smettere di fumare. Anche oggi, malattie croniche come le malattie cardiovascolari ed il cancro sono tra le maggiori cause di mortalità sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo. Con l’incremento sostanziale della spettanza di vita, la morbidità e la mortalità causate da malattie croniche associate al tabacco aumenterà ancora ulteriormente. Questa proiezione di malattie correlate al tabacco potrebbe essere mitigata da sforzi intensivi mirati a far smettere di fumare. Diversi studi hanno dimostrato che il 75-80% dei fumatori vuole smettere, mentre un terzo ha almeno tentato più volte. Se soltanto una piccola percentuale degli attuali 1,1 miliardo di fumatori fossero capaci di smettere di fumare, i benefici a lungo termine sulla salute e sull’economia sarebbero immensi. I governi, le organizzazioni sanitarie, le scuole, le famiglie, ed ogni individuo sono chiamati pertanto a cercare di aiutare coloro che oggi fumano a fare in modo che abbandonino il loro comportamento dannoso e notoriamente additivo. Smettere di fumare non è facile in quanto la nicotina è riconosciuta essere un potente additivo. Questa è pertanto una sfida per tutti noi perché solo riducendo drasticamente il numero di fumatori si può ridurre il numero complessivo di morti associate al tabacco nei prossimi due decenni. Oggi vi sono dei metodi che sono in grado di fare smettere di fumare e che sono anche efficaci dal punto di vista costo-beneficio. Esistono delle medicine che rimpiazzano la nicotina come le chewing-gum alla nicotina, gli spray nasali, i cerotti e gli inalanti ed anche medicine non a base di nicotina, come il bupropione, che possono raddoppiare le probabilità di smettere di fumare. Va ricordato infine che vi sono dei benefici reali sulla salute nello smettere di fumare ad ogni età, e coloro che per esempio smettono di fumare tra i 30 ed i 40 anni, hanno una spettanza di vita simile a quelle persone che non hanno mai fumato. Anche per gli anziani comunque è di grande utilità lo smettere soprattutto per i problemi cardiopolmonari associati a questa pratica.
Anche se non si può dimostrare per la singola persona che il fumo possa causare una malattia tumorale, è altamente probabile che vi sia una correlazione tra il fumo e ad esempio il tumore del polmone, come nel caso di cui si parla in questi giorni e per il quale è stato richiesto un sostanzioso indennizzo economico. Sarebbe come se si mettesse in dubbio che un incidente stradale mortale in una persona che guidava la macchina a 200 km orari, non sia dovuto alla velocità, bensì ad altre fatalità.
Il tabacco è stato dimostrato causare circa 25 malattie potenzialmente mortali, molte delle quali potrebbero essere prevenute, dilazionate o mitigate dallo smettere di fumare. Anche oggi, malattie croniche come le malattie cardiovascolari ed il cancro sono tra le maggiori cause di mortalità sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo. Con l’incremento sostanziale della spettanza di vita, la morbidità e la mortalità causate da malattie croniche associate al tabacco aumenterà ancora ulteriormente. Questa proiezione di malattie correlate al tabacco potrebbe essere mitigata da sforzi intensivi mirati a far smettere di fumare. Diversi studi hanno dimostrato che il 75-80% dei fumatori vuole smettere, mentre un terzo ha almeno tentato più volte. Se soltanto una piccola percentuale degli attuali 1,1 miliardo di fumatori fossero capaci di smettere di fumare, i benefici a lungo termine sulla salute e sull’economia sarebbero immensi. I governi, le organizzazioni sanitarie, le scuole, le famiglie, ed ogni individuo sono chiamati pertanto a cercare di aiutare coloro che oggi fumano a fare in modo che abbandonino il loro comportamento dannoso e notoriamente additivo. Smettere di fumare non è facile in quanto la nicotina è riconosciuta essere un potente additivo. Questa è pertanto una sfida per tutti noi perché solo riducendo drasticamente il numero di fumatori si può ridurre il numero complessivo di morti associate al tabacco nei prossimi due decenni. Oggi vi sono dei metodi che sono in grado di fare smettere di fumare e che sono anche efficaci dal punto di vista costo-beneficio. Esistono delle medicine che rimpiazzano la nicotina come le chewing-gum alla nicotina, gli spray nasali, i cerotti e gli inalanti ed anche medicine non a base di nicotina, come il bupropione, che possono raddoppiare le probabilità di smettere di fumare. Va ricordato infine che vi sono dei benefici reali sulla salute nello smettere di fumare ad ogni età, e coloro che per esempio smettono di fumare tra i 30 ed i 40 anni, hanno una spettanza di vita simile a quelle persone che non hanno mai fumato. Anche per gli anziani comunque è di grande utilità lo smettere soprattutto per i problemi cardiopolmonari associati a questa pratica.
April 06, 2002
Gli steroidi a basso dosaggio possono aumentare il rischio di fratture
I corticosteroidi possono ridurre la densita’ ossea ed aumentare il rischio di fratture.
Questo effetto puo’ anche presentarsi a bassi dosaggi.
Alla cessazione dell’assunzione di questi farmaci, il rischio si riduce.
A maggior rischio sono le donne in menopausa, che stanno assumendo i corticosteroidi per l’artrite reumatoide, per l’asma, e per la malattia intestinale infiammatoria.
Le misure preventive comprendono: 1)impiego del dosaggio efficace il piu’ basso possibile di corticosterodi; 2) cessazione del fumo; 3) controllo dei livelli ematici di vitamina D; 4) assunzione di calcio.
In alcuni soggetti puo’ risultare utile assumere i bifosfonati o gli ormoni sessuali (terapia ormonale sostitutiva), per contrastare la riduzione della densita’ ossea.
Fonte: Medsafe 2002
I corticosteroidi possono ridurre la densita’ ossea ed aumentare il rischio di fratture.
Questo effetto puo’ anche presentarsi a bassi dosaggi.
Alla cessazione dell’assunzione di questi farmaci, il rischio si riduce.
A maggior rischio sono le donne in menopausa, che stanno assumendo i corticosteroidi per l’artrite reumatoide, per l’asma, e per la malattia intestinale infiammatoria.
Le misure preventive comprendono: 1)impiego del dosaggio efficace il piu’ basso possibile di corticosterodi; 2) cessazione del fumo; 3) controllo dei livelli ematici di vitamina D; 4) assunzione di calcio.
In alcuni soggetti puo’ risultare utile assumere i bifosfonati o gli ormoni sessuali (terapia ormonale sostitutiva), per contrastare la riduzione della densita’ ossea.
Fonte: Medsafe 2002
Novita' nel trattamento dei traumi cranici
La compagnia bio-farmaceutica Pharmos(Rehovot,Israele) sviluppa e commercializza prodotti per il sistema nervoso centrale e per l'oftalmologia.
La compagnia utilizza metodi avanzati che uniscono lo studio della struttura dei farmaci con la chimica e la tecnologia del trasporto farmacologico.
Con l'aiuto della chimica computerizzata, ha prodotto un composto molto simile ai cannabinoidi (mariuana)ma che non ha lo stesso effetto psicotrofico.
I dextrocannabinoidi sono sintetizzati sia come molecola biciclica con proprieta' anti-infiammatorie e neuroprotettive che triciclica.Quest'ultima e'una molecola chiamata dexanabinol di grande importanza per il trattamento delle fratture traumatiche del cranio, per curare infarto, dolore ,Parkinson e problemi neuro-infiammatori.
Il composto deve la sua efficacia ad un meccanismo multiplo perche' agisce come:
-antiossidante
-anti-infiammatorio(inattivando COX-2 e citochinine)
-antagonista di NMDA( impedendo l'afflusso di calcio nelle cellule danneggiate)
Negli esperimenti clinici a cui partecipano piu' di 50 centri medici in 8 Stati europei e con la collaborazione dell' American and European Brain Injury Consortia ,si e' visto che dexanabinol e' capace anche di prevenire l'elevazione della pressione intracraniale in gravi danni traumatici al cervello.
Il mercato potenziale del prodotto in questo campo si aggira su oltre 500 milioni di dollari all'anno.
La compagnia bio-farmaceutica Pharmos(Rehovot,Israele) sviluppa e commercializza prodotti per il sistema nervoso centrale e per l'oftalmologia.
La compagnia utilizza metodi avanzati che uniscono lo studio della struttura dei farmaci con la chimica e la tecnologia del trasporto farmacologico.
Con l'aiuto della chimica computerizzata, ha prodotto un composto molto simile ai cannabinoidi (mariuana)ma che non ha lo stesso effetto psicotrofico.
I dextrocannabinoidi sono sintetizzati sia come molecola biciclica con proprieta' anti-infiammatorie e neuroprotettive che triciclica.Quest'ultima e'una molecola chiamata dexanabinol di grande importanza per il trattamento delle fratture traumatiche del cranio, per curare infarto, dolore ,Parkinson e problemi neuro-infiammatori.
Il composto deve la sua efficacia ad un meccanismo multiplo perche' agisce come:
-antiossidante
-anti-infiammatorio(inattivando COX-2 e citochinine)
-antagonista di NMDA( impedendo l'afflusso di calcio nelle cellule danneggiate)
Negli esperimenti clinici a cui partecipano piu' di 50 centri medici in 8 Stati europei e con la collaborazione dell' American and European Brain Injury Consortia ,si e' visto che dexanabinol e' capace anche di prevenire l'elevazione della pressione intracraniale in gravi danni traumatici al cervello.
Il mercato potenziale del prodotto in questo campo si aggira su oltre 500 milioni di dollari all'anno.
Profilo genetico per guarire
I ricercatori della Rosetta Inpharmatics (Kirkland,USA) hanno riportato come i chips genetici possano essere usati per determinare l'espressione genetica dei piu' agressivi tipi di tumore del seno.
I microarray sono supporti di vetro o chips con DNA che rappresenta migliaia di geni a cui l'RNA marcato, che viene isolato dalle cellule cancerogene, e' applicato per determinare l'attivita' del gene.
L'esame viene fatto in pazienti con un tumore primario non metastatico e poi confrontato con i risultati genetici di pazienti in cui si e' avuta una diffusione del tumore.
Si sono identificati cosi'marcatori genetici la cui presenza e' indice di un futuro sviluppo della malattia.
Questo potrebbe dare un'indicazione precoce del migliore approccio terapeutico da adottare.
Quasi una su dieci donne in Ingh ilterra e negli Stati Uniti sviluppa questo tipo di tumore,che nel 50% dei casi e' fatale.Una rapida e accurata diagnosi potrebbe migliorare il trattamento e la percentuale di sopravvivenza evitando inutili chemioterapie.
TRENDS in Biotechnology vol.20,Aprile 2002
I ricercatori della Rosetta Inpharmatics (Kirkland,USA) hanno riportato come i chips genetici possano essere usati per determinare l'espressione genetica dei piu' agressivi tipi di tumore del seno.
I microarray sono supporti di vetro o chips con DNA che rappresenta migliaia di geni a cui l'RNA marcato, che viene isolato dalle cellule cancerogene, e' applicato per determinare l'attivita' del gene.
L'esame viene fatto in pazienti con un tumore primario non metastatico e poi confrontato con i risultati genetici di pazienti in cui si e' avuta una diffusione del tumore.
Si sono identificati cosi'marcatori genetici la cui presenza e' indice di un futuro sviluppo della malattia.
Questo potrebbe dare un'indicazione precoce del migliore approccio terapeutico da adottare.
Quasi una su dieci donne in Ingh ilterra e negli Stati Uniti sviluppa questo tipo di tumore,che nel 50% dei casi e' fatale.Una rapida e accurata diagnosi potrebbe migliorare il trattamento e la percentuale di sopravvivenza evitando inutili chemioterapie.
TRENDS in Biotechnology vol.20,Aprile 2002
Molti risultati e poca fatica
Non molti anni fa gli scienziati impiegavano molto tempo per isolare sufficienti quantita' di DNA dai campioni ed analizzare le funzioni di particolari geni.
La tecnologia avanzata del PCR (polymerase chain reaction) sviluppata da K. Mullis della Cetus Corporation ha permesso la replicazione del DNA per incrementare la quantita' di materiale genetico da analizzare.
La compagnie Clontech, Invitrogen Corporation, Promega e Stratagene hanno isolato una forma speciale dell'enzima Taq DNA polymerase usata per PCR ,che impedisce allo stesso enzima di amplificare le sequenze di DNA a temperatura ambiente prima dell'inizio dell'esperimento.
Una delle tecnologie piu' rivoluzionarie e' stata introdotta lo scorso anno dalla compagnia tedesca Amaxa Biosy stems.
Il loro sistema (nucleofector) permette di trasferire materiale genetico non legato a virus all'interno delle cellule primarie con l'impiego di impulsi elettrici che non danneggiano la cellula.
Questa invenzione adottata da Compagnie farmaceutiche ed Istituti di Ricerca offre enormi possibilita' nel campo della farmacogenetica .
Science on-line,Lab & Techn. Trends Marzo 2002
Non molti anni fa gli scienziati impiegavano molto tempo per isolare sufficienti quantita' di DNA dai campioni ed analizzare le funzioni di particolari geni.
La tecnologia avanzata del PCR (polymerase chain reaction) sviluppata da K. Mullis della Cetus Corporation ha permesso la replicazione del DNA per incrementare la quantita' di materiale genetico da analizzare.
La compagnie Clontech, Invitrogen Corporation, Promega e Stratagene hanno isolato una forma speciale dell'enzima Taq DNA polymerase usata per PCR ,che impedisce allo stesso enzima di amplificare le sequenze di DNA a temperatura ambiente prima dell'inizio dell'esperimento.
Una delle tecnologie piu' rivoluzionarie e' stata introdotta lo scorso anno dalla compagnia tedesca Amaxa Biosy stems.
Il loro sistema (nucleofector) permette di trasferire materiale genetico non legato a virus all'interno delle cellule primarie con l'impiego di impulsi elettrici che non danneggiano la cellula.
Questa invenzione adottata da Compagnie farmaceutiche ed Istituti di Ricerca offre enormi possibilita' nel campo della farmacogenetica .
Science on-line,Lab & Techn. Trends Marzo 2002
Ancora marcate le differenze regionali
Se e' vero che in Italia il numero di adulti per medico di famiglia e' pari a 1035, alcune Regioni sono ancora molto deficitarie. In Basilicata si scende a 980, in Calabria a 983, in Umbria a 879, mentre in altre Regioni ( Trentino- Alto Adige, Veneto, ecc.) il suddetto rapporto e' piu' elevato. E' probabile che i deficit o i surplus siano compensati in maggiore o minor misura da altri servizi. Resta il fatto, pero', che in taluni casi, l'allontanamento dalla media nazionale, puo' essere la spia di una distribuzione non ottimale del personale. Tale eventualita' non e' senza conseguenze per i cittadini, per i medici e per il SSN. Se il personale e', ad esempio,insufficiente, ne risente la varieta' e l'efficienza dei servizi offerti. Le categorie potrebbero avere, a livello locale, un minor "potere" contrattuale, anche in termini di proposta e di progettualita' organizzativa. La spesa del SSN potrebbe venire "distorta", magari a causa di un dirottamento dei pazienti verso servizi piu' costosi. Insomma, da una scarsa distribuzione delle risorse, tutti possono perdere qualcosa.
Se e' vero che in Italia il numero di adulti per medico di famiglia e' pari a 1035, alcune Regioni sono ancora molto deficitarie. In Basilicata si scende a 980, in Calabria a 983, in Umbria a 879, mentre in altre Regioni ( Trentino- Alto Adige, Veneto, ecc.) il suddetto rapporto e' piu' elevato. E' probabile che i deficit o i surplus siano compensati in maggiore o minor misura da altri servizi. Resta il fatto, pero', che in taluni casi, l'allontanamento dalla media nazionale, puo' essere la spia di una distribuzione non ottimale del personale. Tale eventualita' non e' senza conseguenze per i cittadini, per i medici e per il SSN. Se il personale e', ad esempio,insufficiente, ne risente la varieta' e l'efficienza dei servizi offerti. Le categorie potrebbero avere, a livello locale, un minor "potere" contrattuale, anche in termini di proposta e di progettualita' organizzativa. La spesa del SSN potrebbe venire "distorta", magari a causa di un dirottamento dei pazienti verso servizi piu' costosi. Insomma, da una scarsa distribuzione delle risorse, tutti possono perdere qualcosa.
In crescita la speranza di vita degli italiani
In soli quattro anni (dal 1994 al 1998),l'eta' media di vita e' passata da 74,2 anni a 75,7. Si vive di piu' di quasi un anno e mezzo. Sono diminuiti del 7%, inoltre, tra il 1995 e il 1998, anche i casi di morte evitabile grazie a un pronto intervento sanitario, o appropriati comportamenti di salute ( Fonte: Prometeo, 2002). Stabilire con esattezza a quali cause specifiche siano da ricondurre questi risultati e' assai difficile. Tra le cause principali: le recenti innovazioni tecnologiche ( nuove strumentazioni di diagnosi,di tecniche cliniche, farmaci,ecc.), il miglioramento delle condizioni socioeconomiche e di stili di vita piu' attenti alla salute, maggiore attenzione dei cittadini al consumo di beni e servizi sanitari e, infine, l'esistenza del SSN. Non bisogna dimenticare, infatti, che per quanto criticata, l'Italia e' tra i paesi che ancora riesce a garantire a tutti i cittadini un'assistenza completa e, soprattutto, un'articolata rete di servizi di medicina di base,tra cui quelli domiciliari e dei medici di famiglia.
In soli quattro anni (dal 1994 al 1998),l'eta' media di vita e' passata da 74,2 anni a 75,7. Si vive di piu' di quasi un anno e mezzo. Sono diminuiti del 7%, inoltre, tra il 1995 e il 1998, anche i casi di morte evitabile grazie a un pronto intervento sanitario, o appropriati comportamenti di salute ( Fonte: Prometeo, 2002). Stabilire con esattezza a quali cause specifiche siano da ricondurre questi risultati e' assai difficile. Tra le cause principali: le recenti innovazioni tecnologiche ( nuove strumentazioni di diagnosi,di tecniche cliniche, farmaci,ecc.), il miglioramento delle condizioni socioeconomiche e di stili di vita piu' attenti alla salute, maggiore attenzione dei cittadini al consumo di beni e servizi sanitari e, infine, l'esistenza del SSN. Non bisogna dimenticare, infatti, che per quanto criticata, l'Italia e' tra i paesi che ancora riesce a garantire a tutti i cittadini un'assistenza completa e, soprattutto, un'articolata rete di servizi di medicina di base,tra cui quelli domiciliari e dei medici di famiglia.
Dotazione e utilizzazione dei posti letto
Esistono in Italia -in base ai nuovi dati di Prometeo del 2002- circa 5,09 posti letto per 1000 residenti. il tasso medio di utilizzazione e' del 76.4% e, cioe', su 365 giorni dell'anno, il posto letto viene occupato solo per 278 giorni. Il resto dei giorni, il "posto letto" costa, ma rimane vuoto. Laddove il numero dei posti letto e' relativamente piu' basso, si nota la tendenza del tasso di utilizzazione a crescere. In Piemonte, ad esempio, il tasso dei posti letto è di 4,95 e il tasso di utilizzazione e' di 81.7. Non e', pero', sempre cosi.In Sardegna, ad esempio, il tasso dei posti letto e' di 4,83 ( piu' basso del Piemonte), ma il tasso di utilizzazione e' del 71.4% (piu' basso del Piemonte). Le cause di queste diversita' possono essere molte e, tra queste, quelle riconducibili alla "mobilita' sanitaria" e, cioe', all'abitudine degli abitanti di alcune Regioni di andare a ricoverarsi in altre. Nulla da obiettare sulla "sacrosanta" liberta' dei cittadini di ricoverarsi dove credono. Il punto e' un altro : i posti letto inutilizzati (oltre una certa misura di riserva) costano e se le spese sono improduttive, si riflettono sulla collettivita'.
Esistono in Italia -in base ai nuovi dati di Prometeo del 2002- circa 5,09 posti letto per 1000 residenti. il tasso medio di utilizzazione e' del 76.4% e, cioe', su 365 giorni dell'anno, il posto letto viene occupato solo per 278 giorni. Il resto dei giorni, il "posto letto" costa, ma rimane vuoto. Laddove il numero dei posti letto e' relativamente piu' basso, si nota la tendenza del tasso di utilizzazione a crescere. In Piemonte, ad esempio, il tasso dei posti letto è di 4,95 e il tasso di utilizzazione e' di 81.7. Non e', pero', sempre cosi.In Sardegna, ad esempio, il tasso dei posti letto e' di 4,83 ( piu' basso del Piemonte), ma il tasso di utilizzazione e' del 71.4% (piu' basso del Piemonte). Le cause di queste diversita' possono essere molte e, tra queste, quelle riconducibili alla "mobilita' sanitaria" e, cioe', all'abitudine degli abitanti di alcune Regioni di andare a ricoverarsi in altre. Nulla da obiettare sulla "sacrosanta" liberta' dei cittadini di ricoverarsi dove credono. Il punto e' un altro : i posti letto inutilizzati (oltre una certa misura di riserva) costano e se le spese sono improduttive, si riflettono sulla collettivita'.
Ecco l'Italia dei ricoveri
Le recenti elaborazioni delle schede di dimissione dagli ospedali ( Prometeo 2002), rivelano risultati interessanti, per i cittadini, per gli ospedalieri e per il SSN. Sembra che in alcune Regioni ( in ordine decrescente: Molise, Calabria, Abruzzo, Lazio, Puglia e Basilicata) il numero di giorni passati in ospedale da parte di pazienti adulti (per ogni 100 residenti) oscilla tra 61.3 e 57.3. In altre Regioni ( Toscana, Friuli, E.Romagna, Umbria e Piemonte) oscilla, invece, tra 45.7 e 42. In altri termini, i cittadini residenti in Molise ( tasso pari a 61.3), hanno, rispetto a quelli della Toscana (tasso pari a 42),una probabilita' maggiore di "stare piu' a lungo ricoverati" in ospedale. Non e' detto che non vi siano cause a giustificare queste differenze ( una diversa struttura per eta' della popolazione, una diversa incidenza delle malattie,ecc.). Trattandosi, pero', di differenze molto marcate, e' indubbio che siano all'opera anche cause connesse all'organizzazione dei servizi e al trattamento dei malati.
Le recenti elaborazioni delle schede di dimissione dagli ospedali ( Prometeo 2002), rivelano risultati interessanti, per i cittadini, per gli ospedalieri e per il SSN. Sembra che in alcune Regioni ( in ordine decrescente: Molise, Calabria, Abruzzo, Lazio, Puglia e Basilicata) il numero di giorni passati in ospedale da parte di pazienti adulti (per ogni 100 residenti) oscilla tra 61.3 e 57.3. In altre Regioni ( Toscana, Friuli, E.Romagna, Umbria e Piemonte) oscilla, invece, tra 45.7 e 42. In altri termini, i cittadini residenti in Molise ( tasso pari a 61.3), hanno, rispetto a quelli della Toscana (tasso pari a 42),una probabilita' maggiore di "stare piu' a lungo ricoverati" in ospedale. Non e' detto che non vi siano cause a giustificare queste differenze ( una diversa struttura per eta' della popolazione, una diversa incidenza delle malattie,ecc.). Trattandosi, pero', di differenze molto marcate, e' indubbio che siano all'opera anche cause connesse all'organizzazione dei servizi e al trattamento dei malati.
IN CINA IL PRIMO TRAPIANTO AL MONDO DI OVAIE
Per la prima volta al mondo una donna ha
ricevuto il trapianto di un ovaio. L’intervento
è avvenuto in Cina all’ospedale universitario
della provincia di Zhejiang, nella parte orientale
del Paese, il 5 marzo scorso, ma la notizia è
stata data soltanto oggi dal quotidiano China
Daily. Secondo il chirurgo dell’ équipe dell’ospedale
Zheng Wei il trapianto di ovaie rappresenta
una pietra miliare nella chirurgia della riproduzione,
paragonabile ai primi esperimenti di fecondazione
in vitro.
Alla paziente trentaquattrenne erano state asportate
due anni fa le ovaie e le tube di Falloppio per un
tumore: la donna era così andata incontro a una
menopausa precoce e ha cominciato a invecchiare
prematuramente. Si era rivolta allora ai medici
dell’Università di Zhejiang che le hanno prospettato
il trapianto. Si trattava però di trovare una donatrice
e fortunatamente la sorella più giovane, Tang
Yezi, era risultata altamente compatibile.
Per ora l’obiettivo dell’intervento sarebbe quello
di ritardare i disturbi legati a una menopausa
precoce, ma il trapianto di ovaio potrebbe ridare
ad alcune donne anche la possibilità di procreare.
Per la prima volta al mondo una donna ha
ricevuto il trapianto di un ovaio. L’intervento
è avvenuto in Cina all’ospedale universitario
della provincia di Zhejiang, nella parte orientale
del Paese, il 5 marzo scorso, ma la notizia è
stata data soltanto oggi dal quotidiano China
Daily. Secondo il chirurgo dell’ équipe dell’ospedale
Zheng Wei il trapianto di ovaie rappresenta
una pietra miliare nella chirurgia della riproduzione,
paragonabile ai primi esperimenti di fecondazione
in vitro.
Alla paziente trentaquattrenne erano state asportate
due anni fa le ovaie e le tube di Falloppio per un
tumore: la donna era così andata incontro a una
menopausa precoce e ha cominciato a invecchiare
prematuramente. Si era rivolta allora ai medici
dell’Università di Zhejiang che le hanno prospettato
il trapianto. Si trattava però di trovare una donatrice
e fortunatamente la sorella più giovane, Tang
Yezi, era risultata altamente compatibile.
Per ora l’obiettivo dell’intervento sarebbe quello
di ritardare i disturbi legati a una menopausa
precoce, ma il trapianto di ovaio potrebbe ridare
ad alcune donne anche la possibilità di procreare.
Frameda - La VideoChirurgia Endoscopica Virtuale
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Frameda per la Donna - La VideoChirurgia Endoscopica Virtuale si
occupa delle nuove tecniche di chirurgia endoscopica per la donna
(laparoscopia e isteroscopia).
Presenta l'attività clinica di un gruppo di ginecologi milanesi che
hanno l'obiettivo di risolvere la maggior parte delle patologie
ginecologiche in modo innovativo e con la massima soddisfazione per
la donna. Una ricca galleria di immagini, videoclip, il glossario,
link, news, la storia dell'endoscopia e un'aggiornatissima bibliografia
(Medline) completano il sito
http://www.framedadonna.it/home.asp
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Frameda per la Donna - La VideoChirurgia Endoscopica Virtuale si
occupa delle nuove tecniche di chirurgia endoscopica per la donna
(laparoscopia e isteroscopia).
Presenta l'attività clinica di un gruppo di ginecologi milanesi che
hanno l'obiettivo di risolvere la maggior parte delle patologie
ginecologiche in modo innovativo e con la massima soddisfazione per
la donna. Una ricca galleria di immagini, videoclip, il glossario,
link, news, la storia dell'endoscopia e un'aggiornatissima bibliografia
(Medline) completano il sito
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WWW.MINISTEROSALUTE.IT
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Il Ministero della Salute informa che è attivo il
nuovo portale del Dicastero www.ministerosalute.it, progettato
come uno strumento di dialogo con i cittadini. Il Ministro, Girolamo
Sirchia, lo ha inaugurato rivolgendosi per la prima volta agli utenti
con un messaggio video, in cui parla di livelli essenziali
d’assistenza, liste d’attesa, sanità pubblica.
http://www.ministerosalute.it
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Il Ministero della Salute informa che è attivo il
nuovo portale del Dicastero www.ministerosalute.it, progettato
come uno strumento di dialogo con i cittadini. Il Ministro, Girolamo
Sirchia, lo ha inaugurato rivolgendosi per la prima volta agli utenti
con un messaggio video, in cui parla di livelli essenziali
d’assistenza, liste d’attesa, sanità pubblica.
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L'impatto del PSN 2002-2004 sui medici ospedalieri
Il Ministro ha di recente presentato i punti principali del nuovo Piano Sanitario Nazionale. Oltre a ribadire che lo sviluppo della politica sanitaria deve avvenire nel quadro dei vincoli europei del patto stabilita' (contenere i costi per non incrementare il deficit)e la devolution ( piu' autonomia ai livelli periferici di governo), Il Ministro fa l'elenco dei problemi da risolvere: i tempi d'attesa,la qualita' delle prestazioni,l'eliminazione degli sprechi, ecc. Per quanto riguarda gli ospedali, il Piano deve perseguire l'obiettivo dello sviluppo dell'ospedalita' a domicilio,il controllo dell'uso delle tecnologie, il potenziamento dei servizi d'emergenza, la riduzione dei posti letto ( arrivare agli standard fissati nel patto di stabilita') e la "trasformazione dei piccoli ospedali in centri per la prevenzione, la riabilitazione, la prima diagnosi e il primo soccorso". Se si aggiunge che sono in corso le trattative per il riordino del personale e per la libera professione, la conclusione e' evidente. Si metta in conto che nel prossimo futuro, la professione del medico ospedaliero e' destinata a cambiare radicalmente in termini di ruolo, lavoro, mobilita', collocazioni e remunerazioni.
Il Ministro ha di recente presentato i punti principali del nuovo Piano Sanitario Nazionale. Oltre a ribadire che lo sviluppo della politica sanitaria deve avvenire nel quadro dei vincoli europei del patto stabilita' (contenere i costi per non incrementare il deficit)e la devolution ( piu' autonomia ai livelli periferici di governo), Il Ministro fa l'elenco dei problemi da risolvere: i tempi d'attesa,la qualita' delle prestazioni,l'eliminazione degli sprechi, ecc. Per quanto riguarda gli ospedali, il Piano deve perseguire l'obiettivo dello sviluppo dell'ospedalita' a domicilio,il controllo dell'uso delle tecnologie, il potenziamento dei servizi d'emergenza, la riduzione dei posti letto ( arrivare agli standard fissati nel patto di stabilita') e la "trasformazione dei piccoli ospedali in centri per la prevenzione, la riabilitazione, la prima diagnosi e il primo soccorso". Se si aggiunge che sono in corso le trattative per il riordino del personale e per la libera professione, la conclusione e' evidente. Si metta in conto che nel prossimo futuro, la professione del medico ospedaliero e' destinata a cambiare radicalmente in termini di ruolo, lavoro, mobilita', collocazioni e remunerazioni.
Liste d'attesa,un problema nazionale
Non passa giorno e non passa occasione pubblica in cui autorita' ed esperti non segnalino la gravita' della questione delle liste d'attesa. L'attesa, come e' noto, puo' avere molte cause. Puo' dipendere da una cattiva organizzazione del servizio, oppure dalla mancanza di personale o apparecchiature. Puo' anche essere l'effetto di quello che gli economisti chiamano " comportamenti opportunistici", ovvero, comportamenti professionali che in un modo o nell'altro generano l'attesa e, quindi, la ricerca da parte degli utenti ( che non vogliono o non possono attendere a lungo) dei servizi a pagamento. Il fenomeno delle "liste d'attesa" e' tipico dei sistemi sanitari a dominanza pubblica. E' assai forte, ad esempio, nel SSN inglese, mentre e' minore nei sistemi ove domina il "mercato". "Mercato", ovviamente, non significa solo "privato", ma anche competizione e concorrenza nella gestione dei servizi e del personale.Ove c'e' piu' mercato, cosi' sembra,c'e' piu' efficienza. Ma c'e' anche minore uguaglianza. Ed allora che fare ? Gira e rigira si torna all'origine. Se non migliora il rapporto tra medici e strutture sanitarie, difficilmente si faranno passi in avanti.
Non passa giorno e non passa occasione pubblica in cui autorita' ed esperti non segnalino la gravita' della questione delle liste d'attesa. L'attesa, come e' noto, puo' avere molte cause. Puo' dipendere da una cattiva organizzazione del servizio, oppure dalla mancanza di personale o apparecchiature. Puo' anche essere l'effetto di quello che gli economisti chiamano " comportamenti opportunistici", ovvero, comportamenti professionali che in un modo o nell'altro generano l'attesa e, quindi, la ricerca da parte degli utenti ( che non vogliono o non possono attendere a lungo) dei servizi a pagamento. Il fenomeno delle "liste d'attesa" e' tipico dei sistemi sanitari a dominanza pubblica. E' assai forte, ad esempio, nel SSN inglese, mentre e' minore nei sistemi ove domina il "mercato". "Mercato", ovviamente, non significa solo "privato", ma anche competizione e concorrenza nella gestione dei servizi e del personale.Ove c'e' piu' mercato, cosi' sembra,c'e' piu' efficienza. Ma c'e' anche minore uguaglianza. Ed allora che fare ? Gira e rigira si torna all'origine. Se non migliora il rapporto tra medici e strutture sanitarie, difficilmente si faranno passi in avanti.
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